Le parole secondo un poeta svizzero

DOMENICA 22 OTTOBRE
EVENTO FINALE
La civiltà delle parole: un poeta svizzero si racconta. Fabio Pusterla
A colloquio con Maria Grazia Rabiolo, giornalista della Radiotelevisione svizzera.
Reading musicale con duo Aleph
(Gabriele Artuso, flauto, e Paolo Sala, chitarra)

A uno dei poeti svizzeri più apprezzati anche in Italia è dedicato l’evento finale del festival internazionale di poesia civile 2017, Fabio Pusterla, in una sede prestigiosa come la Biblioteca Salita ai Frati di Lugano, a colloquio con la giornalista radiofonica e critico letterario Maria Grazia Rabiolo.

Laureato in lettere moderne con Maria Corti all’Università di Pavia, Fabio Pusterla insegna al Liceo Cantonale di Lugano 1 e all’Università della Svizzera italiana a Lugano; ha tenuto per alcuni anni dei corsi presso l’Università di Ginevra. È stato tra i fondatori della rivista letteraria “Idra”, edita a Milano da Marcos y Marcos. È attivo come poeta, traduttore (soprattutto dal francese, con qualche incursione nella letteratura portoghese) e saggista. Collabora a giornali e riviste in Svizzera e in Italia. Ha diretto l’edizione critica delle opere di Vittorio Imbriani e pubblicato saggi, traduzioni, volumi di versi.

La poetica di Pusterla è andata sempre più avvicinandosi a una poesia dal forte contenuto civile, mentre l’esperienza di traduzione legata strettamente a Philippe Jaccottet lo ha portato a una sempre maggior attenzione agli oggetti del quotidiano, alle vite e cose dimenticate.

Nel 2007 gli è stato conferito il Premio Gottfried Keller. Nel 2009 la “collana bianca” dell’editore Einaudi ha pubblicato un’antologia di poesie del periodo 1985-2008, sotto il titolo Le terre emerse, con il quale nel 2009 ha vinto la sezione poesia del Premio Giuseppe Dessì.

Sulla sua figura il regista Danilo Catti ha realizzato il documentario Salamandre, gatti ciechi, rotaie, nell’ambito del ciclo “Lettere dalla Svizzera” (produzione SRG SSR idéé suisse, 1998).

Riconoscimenti

Tra i principali riconoscimenti, il Premio Montale (1986), il Premio Schiller (1986, 2000, 2010), il Premio Dessì (2009); i Premi Prezzolini (1994), Lionello Fiumi (2007) e Achille Marazza (2008) per la traduzione letteraria; il Premio Gottfried Keller (2007), il Premio Svizzero di Letteratura (2013) e il Premio Napoli (2013) per l’insieme dell’opera.

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