Franco Buffoni e la collana “Lyra giovani”


SABATO 21 OTTOBRE
Ore 19, Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli
Lyra giovani
Reading di nuove voci della poesia italiana
selezionate da Franco Buffoni
Con presentazione della nuova collana Interlinea, con Maddalena Bergamin e Marco Corsi
Segue l’annuncio in anteprima
dei poeti selezionati per la pubblicazioni nel 2018

«Il settore della poesia è molto particolare, perché ha un numero di lettori e scrittori che definirei coriaceo, e che si rinnova sempre, grazie alle nuove generazioni. Per rimanere presenti e attivi, però, bisogna capire quali sono i nuovi indirizzi di questi fruitori che si rinnovano, e soprattutto orientare le produzioni delle nuove generazioni, per mantenere un livello qualitativo degno ma nello stesso tempo andare incontro ai gusti del lettori contemporanei e a queste nuove leve poetiche» (Franco Buffoni)

 Dalla quarta di copertina di Pronomi personali di Marco Corsi
Una promessa della poesia italiana secondo Franco Buffoni. In questa raccolta, che inaugura la serie “Lyra giovani”, i “pronomi” del titolo sono le immagini che ci avvolgono e che sono “personali” perché c’è la necessità di un soggetto forte, un “io” che vorrebbe diventare un io di tutti. Marco Corsi cerca di mettere insieme, con le parole, una piccola “ragione emotiva”, tra razionalità e ferita sentimentale, per permettere il passaggio a una dimensione più ampia di significato e di esistenza: «lavoriamo per giorni sopra le parole; da giorni lavoriamo silenziosi intorno al nero. […] disegniamo immagini nere e silenziose. Lavoriamo di silenzio e di nero. Un nero che sembra la notte»

Marco Corsi (1985) vive e lavora a Milano. Sue poesie sono apparse su: “Poeti e Poesia”, “Nuovi Argomenti”, “Atelier”, Quadernario. Almanacco di poesia, e in diversi blog letterari come “Le parole e le cose” e “Poetarum Silva”. La sua ultima silloge, Da un uomo a un altro uomo, è stata pubblicata in Poesia contemporanea. Dodicesimo quaderno italiano (Marcos y Marcos, Milano 2015), a cura di Franco Buffoni, con una nota di Niccolò Scaffai. Nel 2015 ha vinto il primo premio “Cetonaverde poesia – sezione giovani”.

Dalla quarta di copertina di L’ultima volta in Italia di Maddalena Bergamin
«Chi ha detto che questo è il paese / del mare non sa delle nostre giornate / su tangenziali padane, della periferia / latina malmessa e delle grigie ore / che ci separano dalla vista del sole» scrive Maddalena Bergamin, giovane talento della parola, con uno sguardo lucido di «occhi che bruciano». L’autrice, che vive a Parigi, racconta in versi le stagioni, la vita e le passioni, tra attese e delusioni, con freschezza e originalità attraverso una «parola / che si ritorce e che cade / sui vetri rotti». È un libro su un’Italia personale, lontana e interiore.

Maddalena Bergamin è nata a Padova nel 1986 e ha compiuto i suoi studi all’Università Ca’ Foscari e alla Sapienza, dove si è laureata in critica letteraria, con un successivo dottorato alla Sorbona, dove insegna lingua italiana. Del 2007 la sua prima raccolta di poesie, Comunque, la pioggia. Suoi testi sono apparsi in rivista e sul web e ha partecipato a diversi festival internazionali.

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