Il festival internazionale di poesia civile dal 2009 dedica un premio al grande cantautore e poeta francesca Georges Charles Brassens (1921- 1981) che nella sua carriera ha messo in musica poesie di Villon, Verlain, Aragon, Jammes e molti altri. Brassens è stato anche ispiratore della scuola genovese di cantautori, nella quale si ricordano Umberto Bindi, Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Gino Paoli e Luigi Tenco. Il premio Brassens di Vercelli è diventato un punto di riferimento per gli esponenti per la canzone d’autore italiana e internazionale.
I poeti vincitori del Premio Brassens nell’ambito del Festival internazionale di poesia civile di Vercelli:
2024: Subsonica
2023: Manuel Agnelli
2022: Andrea Satta
2021: Enzo Jannacci in memoria
2020: Peppe Servillo
2019: Frankie hi-nrg mc
2018: Banda Osiris
2017: Roberto Vecchioni
2015: Fondazione Gaber
2013: Ennio Rega
2011: Giorgio Conte
2010: Gianni Mura
2009: Max Manfredi
Subsonica
I Subsonica sono uno dei gruppi più importanti e seguiti della scena musicale italiana. Nascono a Torino nel 1996, i membri provengono tutti da formazioni molto note in Piemonte: Max Casacci è uno dei primi chitarristi degli Africa Unite, Umberto Romano (detto Samuel) e Davide Dileo (detto Boosta) suonano negli Amici Di Roland, Enrico Matta (detto Ninja) nei Karamamma mentre Pierpaolo Peretti Griva (detto Pierfunk) collabora in diversi album di artisti italiani (tra i tanti: Loredana Bertè e Marcella Bella). Esordiscono nel 1997 con l’album omonimo, pubblicato dall’etichetta Mescal. Il disco ha un discreto successo e il tour che segue ha riscontri molto positivi. L’anno dopo, infatti, esce il mini cd live “Coi piedi sul palco”. Nel 1999 pubblicano “Microchip Emozionale”, nuovo disco che conferma una certa attenzione da parte del pubblico. Il singolo “Nuova ossessione” è in rotazione continua su tutte le tv musicali. In quell’anno Pierfunk abbandona il gruppo per essere sostituito da Luca Vicini (detto Vicio). A febbraio del 2002 i Subsonica presentano “Tutti i miei sbagli” al cinquantesimo Festival Di Sanremo. Ristampano “Microchip Emozionale” con l’aggiunta di “Tutti i miei sbagli”, l’album diventa prima disco d’oro e poi di platino. Nel 2004 esce “Amorematico”, che contiene “Nuvole rapide”. Secondo Max Casacci con quel brano i Subsonica raggiungono l’obiettivo che si sono prefissati fin dagli esordi: fondere la musica rock con l’elettronica da club. Nel 2003 pubblicano “Controllo del livello di rombo”, doppio cd live che raccoglie le registrazioni del tour precedente. Nel 2004 il gruppo rompe il contratto con Mescal per passare alla EMI e contemporaneamente fondare la label Casasonica, etichetta gestita da Casacci che si dedica a nuovi gruppi emergenti, principalmente torinesi. Il passaggio di etichetta non è dei più semplici: lo stesso anno la Mescal pubblica il Dvd live “Cielo Tangenziale Ovest” e nel 2005, in concomitanza con l’uscita del nuovo album di inediti “Terrestre”, “SUBurbani 1997-2004”, una raccolta di successi non autorizzata dalla band. “Terreste” ha ottimi risultati nei negozi; il primo estratto, “Incantevole”, resta per più di tre mesi in classifica e diventa il singolo più venduto dei Subsonica. A novembre dell’anno successivo esce “Terrestre Live e Varie Altre Disfunzioni”, ennesimo doppio cd live con l’aggiunta di materiale acustico e alcune cover inedite. L’ultimo album è “L’Eclissi”, pubblicato nel 2007.
Manuel Agnelli
Manuel Agnelli (Milano, 13 marzo 1966) è un cantautore, musicista, produttore discografico e personaggio televisivo italiano, fondatore e frontman del gruppo alternative rock Afterhours.
Da sempre un punto di riferimento della scena alt-rock italiana, sia come solista che in qualità di leader degli Afterhours. La band, fondata nel 1985 da Manuel stesso, è tuttora in attività. Come produttore artistico, ha lavorato con artisti seminali tra cui Massimo Volume, La Crus, Cristina Donà e Scisma; ha inoltre creato realtà culturali importanti come il Tora! Tora! Festival e il polo artistico Germi oltre che autore e conduttore del programma televisivo Ossigeno (Raitre). È inoltre giudice di X Factor in varie stagioni del programma, tra cui quella attualmente in onda su Sky Uno, in cui ha contribuito a lanciare i Måneskin, i Little Pieces of Marmelade, i Melancholia.
Fa il suo debutto ufficiale come solista nel 2021, a 55 anni con due canzoni tratte dalla colonna sonora del film Diabolik: “La profondità degli abissi” e “Pam Pum Pam”.
Andrea Satta
Romano, pediatra, è il cantante solista della band Tête de Bois (band ufficiale della prima edizione della trasmissione su La7 “Niente di personale”). Ha collaborato con: Paolo Rossi (con cui è andato a Sanremo), Daniele Silvestri, Moni Ovadia, il Banco del Mutuo Soccorso, Marco Paolini, Ascanio Celestini, Paola Turci, Gino Paoli, Arnoldo Foà e tanti altri… In teatro ha lavorato con Uderico Pesce. E’ direttore artistico della Officina Culturale della Regione Lazio “41esimo parallelo”. Ha ideato e diretto per dieci anni il Festival Internazionale di Arte su strada “Stradarolo”. Assieme ai Tête de Bois è stato premiato con la Targa Tenco nel 2002 (come interprete con “Ferrè l’amore e la rivolta”) e nel 2007 con “Avanti Pop”un disco e un progetto sul mondo del lavoro che ha fatto tappa in tutt’Italia e da cui è stato pubblicato un libro edito da “Il Manifesto”. Ha collaborato con “Carta” e con “Il Manifesto” per il quale, nell’estate 2008, ha realizzato un reportage completo del Tour de France.
Enzo Jannacci, in memoria
Vincenzo Jannacci, detto Enzo, nasce a Milano il 3 giugno del 1935. È figlio di Giuseppe, un maresciallo dell’Aeronautica militare Italiana che aveva partecipato alla Resistenza, e di Maria, una sarta comasca. Dopo gli studi al liceo Scientifico, si diploma in armonia, composizione e direzione d’orchestra al ConservatorioGiuseppe Verdi di Milano. Nel 1969 si laurea in medicina, poi si trasferisce in Sudafrica per la specializzazione in chirurgia. Studia anche alla Columbia Universitydi New York e al Queens College. Già prima di laurearsi comincia a pubblicare lavori discografici e fino alla pensione affiancherà sempre la musica alla sua professione di medico. Jannacci ha infatti dichiarato di essersi sentito sempre un medico prima che un artista del mondo dello spettacolo. A vent’anni, durante gli studi, comincia a frequentare i locali di cabaret di Milano, come il noto Derby, e mette subito in mostra le sue doti di intrattenitore e presentatore. Si avvicina al jazz che suona in alcuni club mianesi e scopre il rock and roll. Nel 1956 diventa tastierista dei Rocky Mountains, la cui voce è Tony Dallara. Alla fine dell’anno, nonostante il grande successo, lascia il gruppo e conosce Adriano Celentano entrando nel gruppo del Molleggiato: i “Rock Boys”. Due anni più tardi, pur continuando a suonare con la band di Celentano, forma un duo con Giorgio Gaber, noto con il nome di “I Due Corsari”. Jannacci è prolifico, continua a collaborare con Celentano, pubblica album con la Dischi Ricordi e collabora con la casa discografica a vari progetti anche per cantautori come Umberto Bindi, Luigi Tenco e Gino Paoli. Nel frattempo canta con l’amico Gaber e suona come jazzista con musicisti come Stan Gets, Gerry Mulligan e Franco Cerri. Con “I due corsari” pubblica successi come “Birra”, Fetta di limone” e “Tintarella di luna”. Nel 1963 segue come pianista la tournée di Sergio Endrigo e inizia a esibirsi come cabarrettista al Derby Club dove conosce Dario Fo e Cochi e Renato, Partecipa alla pellicola di Carlo Lizzani “La vita agra”. A dicembre 1964 pubblica il disco d’esordio “La Milano di Enzo Jannacci” contenente il capolavoro “El portaa i scarp del tennis”. L’autore poi esordisce anche in Tv cantando il brano a “La fiera dei sogni” di Mike Bongiorno. L’anno successivo Jannacci ritorna a teatro con lo spettacolo 22 canzoni, scritto a quattro mani con Dario Fo. Sempre con Fo e con Fiorenzo Fiorentini, realizza l’album “Vengo anch’io… no tu no”, trainato dall’omonimo brano che diventa in breve tempo campione di vendite in cima alle classifiche italiane. Jannacci viene invitato in diverse trasmissioni televisive come “Quelli della domenica”. Altra canzone che riscuote grande appreezzamento è “Ho visto un re”, cantanto insieme a Dario Fo. Entrambi i pezzi sembrano a un primo ascolto ironici e nonsense ma sono invece infusi di metafore. Il primo parla dell’emarginazionedi un personaggio da un gruppo per il solo gusto di avere qualcuno di cui ridere. Il secondo è una satira sprezzante sulla società e diventa il simbolo del ’68. Nel periodo della specializzazione medica all’estero, la notorietà di Jannacci subisce un calo. Tuttavia il cantautore continua a scrivere nuove canzoni che vengono successivamente pubblicate. Negli anni ’70 è protagonista anche di un episodio del film di Mario Monicelli, “Le coppie”, de “L’udienza” di Marco Ferreri e redige due piece teatrali: “Il poeta e il contadino” e Saltimbanchi si muore”. Dal 1974 comincia con successo a comporre colonne sonore per il cinema, tra i film ci sono “Pasqualino Settebellezze”, L’Italia s’è rotta”, “Sturmtruppen” e “Saxofone”. Lo stesso anno è autore, con Cochi e Renato, della celebre sigla di Canzonissima “e la vita, la vita”. Da metà anni ’70 fino ai primi anni ’80 Jannacci si dedica soprattutto alla professione di medico. Pubblica quattro album ma dirada le apparizioni in Tv e non si esibisce dal vivo. Esce dalla semioscurità nel 1979, poi l’incontro con Paolo Conte che diventa un punto di riferimento per Enzo. Insieme pubblicano successi come “Sudamerica” e “Bartali”. Il cantautore riprende anche le tournée in giro per l’Italia ed è protagonista sia in Tv che a teatro. Nel 1989 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con “Se me lo dicevi prima” sul tema della droga. Nel 1991 torna all’Ariston con “La fotografia” e riceve il premio della Critica. A Sanremo torna anche nel 1994 e nel 1998, intanto è presentissimo un po’ ovunque nel mondo dello spettacolo prendendo parte a importanti programmi televisivi, spettacoli teatrali e film. Solo nel 2010 inizia a diradare le apparizioni pubbliche a causa di problemi di salute. Jannacci muore a Milano il 29 marzo 2013, all’età di 77 anni, a causa di un tumore di cui soffriva da alcuni anni. Nel 2023 è uscito postumo l’album “Qualcosa da ascoltare”.
Peppe Servillo
Peppe Servillo nasce il 15 ottobre del 1960 ad Arquata Scrivia ma cresce a Caserta. Avvicinatosi alla musica come autodidatta, nel 1980 esordisce con gli Avion Travel, diventandone cantante e frontman. Nel 1987 il gruppo vince il Festival di Sanremo Rock grazie al brano “Sorpassando”. Tre anni più tardi incide il disco “Bellosguardo”. Nel tempo si concretizza la collaborazione con Lilli Greco. Nel 1993 l’accordo con la casa discografica Sugar e con Caterina Caselli dà il la alla pubblicazione del disco “Opplà”, cui fa seguito, un paio di anni più tardi, “Finalmente fiori”. Sempre nel 1995 Peppe Servillo e soci portano in teatro “La guerra vista dalla luna”, opera musicale di un solo atto che vede protagonista Fabrizio Bentivoglio. Dopo essere stata messa in scena per la prima volta al Teatro Parioli, arriva anche in Portogallo, in Francia, in Germania e in Lussemburgo, per un tour che prosegue fino al dicembre del 1996. Nello stesso periodo gli Avion Travel realizzano la colonna sonora del film “Hotel paura”, diretto da Renato De Maria, e poco dopo è la volta del primo disco dal vivo, intitolato “Vivo di canzoni”. La band nel 1998 prende parte alla quarantottesima edizione del “Festival di Sanremo” con il brano “Dormi e sogna”, che si aggiudica il Premio della critica e della giuria di qualità, per il miglior arrangiamento e per la miglior musica. Dopo aver portato in scena al Leoncavallo di Milano l’operina “La guerra vista dalla luna”, per la regia televisiva di Sergio Rubini, nel 2000 gli Avion Travel tornano a Sanremo con la canzone “Sentimento”, che arriva al primo posto e conquista il Premio Speciale della Giuria di Qualità. Dopodiché il gruppo è coinvolto nella realizzazione della colonna sonora di “La notte di San Donnino”, uno spettacolo di ombre rappresentato in tutta Italia, prima di registrare il disco “Storie d’amore”, che contiene l’inedito “Non è successo niente” e altri nove brani degli anni Sessanta. Nel giugno del 2001 viene pubblicata in Francia l’antologia “Selezione 1990-2000”, mentre nel 2003 è la volta di “Poco mossi gli altri bacini”, creato con la collaborazione di Pasquale Minieri e che vede la presenza di Caterina Caselli ed Elisa Toffoli. Intanto Servillo prende parte come attore al film “La felicità non costa niente”, per la regia di Mimmo Calopresti, la cui colonna sonora include la canzone degli Avion Travel “Piccolo tormento”. Nello stesso anno Servillo compone, insieme con Peppe Vessicchio, la canzone “Sogno”, interpretata da Andrea Bocelli. Nel 1999 gli Avion Travel realizzato “Cirano”, disco prodotto da Arto Lindsay, per poi intraprendere una tournée che li porta, tra l’altro, in Svizzera e nei Paesi bassi. Il gruppo torna a collaborare con Fabrizio Bentivoglio per il cortometraggio “Tipota”, la cui sceneggiatura è scritta anche da Peppe Servillo, il quale appare come attore al fianco di Fausto Mesolella, chitarrista del gruppo, e Domenico Ciaramella, batterista. Nel 2004 Servillo pubblica, insieme con Natalio Mangalavite e Javier Girotto, il disco “L’amico di Cordoba”, mentre gli Avion Travel registrano una cover di un brano del Quartetto Cetra, “Troppi affari, cavaliere!”, che fa parte di “Seguendo Virgilio – dentro e fuori il Quartetto Cetra”, album tributo a cura del Club Tenco. In seguito Peppe Servillo si concentra sul tour Aires Tango, mentre anche gli altri componenti del gruppo si dedicano a esperienze da solisti.
Frankie hi-nrg mc
Frankie hi-nrg mc (Francesco Di Gesù) è nato a Torino nel 1969. E’ un rapper, autore e compositore. Ha anche maturato ottime esperienze come fotografo e videomaker. Ha all’attivo 5 album su etichetta RCA ed attualmente è in uscita il sesto come indipendente per la propria discografica Materie Prime Circolari. Autore di alcuni dei rap più importanti della storia musicale italiana, tra cui ricordiamo “Fight da faida”, “Potere alla parola”, “Libri di sangue” (1993), “Autodafè” (1997), Raplamento” (2003); nel 2008 ha partecipato al Festival della Canzone Italiana di Sanremo con “Rivoluzione” e nel 2014 con “Un uomo è vivo” e “Pedala”. La sua canzone “Quelli che benpensano” (1997) ha vinto il premio “Canzone dell’Anno” di Musica! di Repubblica. La canzone “Fight da faida” (IRMA record, 1992) è stata votata come “Migliore Canzone Rap della Storia della Musica Italiana” dal mensile Rolling Stone. Ha scritto ed eseguito brani per artisti del calibro di Fiorella Mannoia, Raf, Mimmo Locasciulli ed in ambito internazionale con RZA (Wu-Tang Clan) e Nas. Tutti i suoi album sono stati seguiti da tour nazionali ed internazionali nei teatri, arene e club più prestigiosi; ha inoltre supportato dal vivo artisti del calibro di David Bowie, Beastie Boys, Run DMC. Ha collaborato con artisti teatrali come Vittorio Gassman, Franca Valeri, Arnoldo Foà, Paola Cortellesi e nell’ambito della musica contemporanea si è esibito con il M°Alvin Curran ed il M° Fredric Rzewski. Ha scritto e diretto – tra gli altri – i videoclip di “Quelli che benpensano”, “La descrizione di un attimo” e “Due destini” (Tiromancino – Virgin 2001), insieme a Riccardo Sinigallia. Ha condotto parte della stagione 2004 di Brand:new per il canale MTV e presenta il programma “Street art” sul canale SkyArte HD (2013). Come attore ha recitato in “Paz!” (Renato De Maria, 2001) ed “I più grandi di tutti” (Carlo Virzì, 2012). Si è inoltre affermato come popolare iphoneographer (fotografo a mezzo iPhone).
Banda Osiris
La Banda Osiris nasce nel 1980 a Vercelli. Nei primi anni di attività si dedica prevalentemente a spettacoli di strada. L’originalità della proposta che fonde musica, teatro e comicità riscuote un immediato successo. Dalla strada il passo successivo è il teatro. Nascono diversi spettacoli: da Storia della Musica vol. 1 e 2 (regia di Gabriele Salvatores) a Le Quattro Stagioni da Vivaldi (regia di Gabriele Vacis), da Sinfonia Fantastica (regia di Maurizio Nichetti) a Roll Over Beethoven con il Quartetto Euphoria, Guarda che Luna con Enrico Rava, Gianmaria Testa e Stefano Bollani, protagonista quest’ultimo anche di Primo Piano, Diabolus in musica con l’orchestra metropolitana di Lisboa, Banda.25, Italiani, Italieni, Italioti con Ugo Dighero e scritto da Michele Serra, un dissacrante Pierino e il Lupo gravemente contaminato. Oltre ad aver partecipato a numerose trasmissioni televisive in Italia e all’estero (DOC, Pista!, Maurizio Costanzo Show, Per un pugno di libri solo per citarne alcune), il gruppo ha scritto diretto e realizzato per Rai3 lo special Musica coi fiocchi con la Demo Morselli Band e l’ironico Concerto di Capodanno 2005 con l’Orchestra del Conservatorio di Genova. Nelle ultime stagioni ha partecipato alla trasmissione Parla con me con Serena Dandini e Dario Vergassola, occupandosi della realizzazione ed esecuzione di una stralunata colonna sonora live. Proficuo anche il rapporto con i tre canali radiofonici della Rai che ha visto la Banda impegnata nel doppio ruolo di autori e conduttori in diverse trasmissioni, e in quello di compositori di sigle per trasmissioni quali Caterpillar, Catersport, Sumo, Un giorno da pecora e altre ancora. La Banda ha inoltre scritto ed eseguito colonne sonore per il teatro, per documentari e per il cinema tra cui Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart, L’imbalsamatore e Primo amore di Matteo Garrone con cui ha meritato nel 2004 l’Orso d’argento al Festival di Berlino e il David di Donatello, e l’ultimissimo Qualunquemente con Antonio Albanese. L’ultimo lavoro della versatile band è un Cd per Radio Fandango dal titolo Banda.25, che ha dato origine a un DVD e a una divertente mostra sulla musica, ulteriore tassello di una continua ricerca su nuovi e fantastici mondi sonori.
La Banda Osiris è composta da:
Sandro Berti (mandolino, violino, trombone)
Gianluigi Carlone (voce, sax)
Roberto Carlone (trombone, pianoforte)
Giancarlo Macrì (percussioni, batteria, bassotuba)
Roberto Vecchioni
Roberto Vecchioni è sposato con Daria Colombo, ha quattro figli e vive a Milano, dove è nato il 25 giugno 1943 da genitori napoletani. Laureatosi in lettere antiche presso l’Università Cattolica di Milano, vi resterà ancora per due anni come assistente di “Storia delle religioni”. Prosegue poi per trent’anni la sua attività d’insegnante di greco, latino, italiano e storia nei licei classici. La sua attività nel mondo musicale inizia negli anni ’60, quando comincia a scrivere canzoni per artisti affermati. Nel 1971 si propone per la prima volta come interprete delle sue canzoni e incide il suo primo album “Parabola” che contiene la celeberrima “Luci a San Siro”. Nel 1973 partecipa al Festival di Sanremo con “L’uomo che si gioca il cielo a dadi”. Nel 1974 vince il premio della critica discografica come miglior disco dell’anno per “Il re non si diverte”. Il successo di pubblico arriva nel 1977 con l’album “Samarcanda” cui fanno seguito più di venti album e altrettante raccolte per una vendita totale che supera gli otto milioni di copie. Nel 1992 il brano “Voglio una donna” vince il Festivalbar come canzone più ascoltata dell’anno. Vecchioni, nella sua lunga carriera, i generi musicali li ha (ri)visitati tutti, compresa la canzone classica napoletana, fino ad arrivare a “Luci a San Siro… di questa sera” (da cui l’album “Il Contastorie”), dove interpreta le sue canzoni più famose in chiave jazz. Torna poi al genere pop nel 2007 con il bellissimo “Di rabbia e di stelle”(Disco D’Oro). Nel 2009 insieme al maestro Beppe D’Onghia propone le sue canzoni riarrangiate per pianoforte e quintetto d’archi, esibendosi anche in versi recitati su musiche di Chajkowskij, Puccini, Rachmaninoff in numerosi teatri e cattedrali italiane. Da questa esperienza nasce lo splendido album “In Cantus”. Nel 2011 partecipa e stravince al Festival di Sanremo con la canzone “Chiamami ancora amore” che dà il titolo all’omonimo album. In quell’occasione vince anche il premio “Mia Martini” della critica e quello della sala stampa. Il 29 novembre 2011 esce il doppio album “I colori del buio”, prima antologia ufficiale capace di legare insieme la sua anima popolare, quella classica fino ad arrivare al jazz, attraverso i pezzi che hanno saputo conquistare diverse generazioni. L’8 ottobre 2013, Roberto Vecchioni torna con un nuovo album “Io non appartengo più”, pubblicato da Universal Music: 12 brani inediti; il 30 Gennaio 2015 l’album viene certificato “Disco d’Oro” dalla Federazione Industria Musicale Italiana. Prosegue parallelamente la sua lunga carriera letteraria e il 28 ottobre 2014 esce il suo nuovo romanzo “Il Mercante di luce” (Einaudi Editore) che dà il nome al Tour 2015 e con il quale riceve il premio “Cesare Pavese”, sezione opere edite. Nel 2016 racconta le sue storie di felicità con il libro “La vita che si ama” (Einaudi) e pubblica il nuovo album “Canzoni per i figli”, prodotto dalla DME, contenente nove canzoni in una nuova emozionante versione e un brano inedito, pubblicato in un cofanetto in abbinamento al libro. Un successo editoriale da oltre 100.000 copie. A febbraio 2018 torna come ospite al Festival di Sanremo per celebrare la poesia in musica e duetta con Claudio Baglioni nel brano Samarcanda. Roberto Vecchioni è l’unico artista ad aver vinto il Premio Tenco (1983), il Festivalbar (1992), il Festival di Sanremo (2011) e il Premio Mia Martini della critica (2011). Ha da poco concluso “La vita che si ama Tour” che racchiude frammenti della memoria in 45 anni di canzoni, da quelle meno consuete come “Stelle” e “Figlio, figlio, figlio” a “Sogna ragazzo sogna”. È stato docente di “Forme di Poesia in Musica” presso l’Università di Pavia ed è membro della Giuria dei Letterati del Premio Campiello. Vecchioni è anche autore di saggi, recensioni letterarie e collabora con articoli di fondo per i più autorevoli giornali nazionali. Il 9 novembre esce il nuovo album “L’Infinito” con il ritorno di Francesco Guccini nel singolo “Ti Insegnerò a Volare”. Gennaio 2019. Nonostante la scelta, in controtendenza, di rinunciare alle piattaforme streaming e download per veicolare la sua musica solo attraverso i supporti tradizionali, L’Infinito viene certificato Disco d’Oro. Marzo 2019. Parte L’Infinito Tour. Ottobre 2020 è un mese carico di impegni: tutti i sabati è ospite fisso con la sua rubrica su Rai3 a Le Parole della Settimana, un programma condotto da Massimo Gramellini e il 27 ottobre esce il suo nuovo libro “Lezioni di Volo e di Atterraggio” (Einaudi Editore). Il 13 ottobre 2021 esce “CANZONI” (Bompiani) , l’autoantologia dei testi più significativi di 50 anni di musica di Roberto Vecchioni, con il commento di Massimo Germini e del semiologo Paolo Jachia ed è nuovamente ospite fisso con la sua rubrica su Rai3 a Le Parole della Settimana. Nonostante gli impegni artistici continua la sua attività di docente presso l’Università IULM di Milano con il corso “La Contemporaneità dell’Antico”.
Nel 2023 oltre a continuare ad esibirsi live con il tour L’Infinito partecipa, interpretando se stesso in una piccola parte, al film La primavera della mia Vita di e con Di Martino e Colapesce. Tra il 2022 ed il 2023 traduce, in collaborazione con la Fondazione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), il Prometeo Incatenato di Eschilo per l’omonima rappresentazione teatrale che debutta l’11 maggio al Teatro Greco di Siracusa con la regia di Leo Muscato.
Fondazione Gaber
La Fondazione Giorgio Gaber nasce nel 2006, proseguendo l’attività svolta dall’omonima Associazione Culturale costituitasi all’indomani della scomparsa dell’artista.
Scopo principale della Fondazione è la divulgazione e la valorizzazione della figura e dell’opera dell’artista attraverso:
- Pubblicazioni editoriali, video e discografiche
- Attività didattica
- Mostre
- Festival
- Rassegne
- Convegni
- Incontri
- Spettacoli teatrali
Ennio Rega
Ennio Rega è un architetto romano di origine salernitana. Ovviamente qui si parla di lui in quanto protagonista della canzone d’autore italiana al suo secondo disco. Da quando si presentava ancora col suo vero nome, Ennio Venturiello, sono cambiate molte cose. Partecipa nel 1993 al Tenco dove incontra Roberto Colombo, del giro della P.F.M. e di Patty Pravo, che produrrà il primo disco del 1994 “…due passi nell’anima del sorcio” e cooprodurrà questo “Concerie”. Compositore anche di musica per il teatro, nel 1998 compone la colonna sonora di “Oceanomare” di Alessandro Baricco e della commedia musicale “Brancaleone viaggio di fine millennio” prodotto dal Teatro Stabile delle Marche. La sua estetica della canzone si avvicina proprio al palcoscenico, non solo tramite il coinvolgimento di diversi attori a recitare nel disco, Massimo Venturiello, Flavio Bucci e Giulio Brogi, ma anche riagganciandosi alla scuola “cant-attoriale” italiana, poco frequentata sia dal pubblico che dagli artisti. C’è il jazz nel disco di Rega, c’è un’attenta cura del testo, c’è teatralità nell’impostazione del pezzo, ci sono ritmi di walzer e ballate che narrano di personaggi di confine come “La Ballata dell’Accoltellatore”, che ricorda molto quel Michè di cui cantava De Andrè. Proprio quest’ultimo è uno dei cantautori da cui Rega dice di aver appreso di più, ma non solo. Se dal cantautore genovese impara l’ottica con cui guardarsi intorno, il piglio con cui esprimerla lo prende da chi non faceva solo canzoni, ma anche teatro. Nel disco si sente suonare Gaber, a mio parere soprattutto in “Soldatino”, anche se Rega è decisamente meno concettuale e cervellotico: distende maggiormente la canzone sia nel testo, che conserva molte più immagini rispetto a quello di Gaber, sia nelle musiche decisamente più acustiche, legate alla fisarmonica e con forte affinità verso il jazz. Ciò che si sente di più è il cabaret musicale degli Jannacci e dei Ciampi, personaggi decisamente più istrionici, soprattutto il primo, e guitteschi, soprattutto il secondo. “Concerie” è un ottimo disco scritto e prodotto da mani che con la canzone d’autore hanno molta esperienza. Alcuni testi si ricordano anche dopo il primo ascolto, “Geremia Blue note” è fra questi, altri invece ricreano atmosfere indefinite, introdotte dai cori e supportate dallo stupendo muoversi della chitarra classica come ne “Lo scemo dice”, oppure immergono chi ascolta in un ambiente ben definito come quello di una Napoli d’altri tempi ne “L’ultimo cantante di giacca”.
Giorgio Conte
In gioventù unisce gli studi in diritto alla passione per il jazz, la musica popolare e la canzone francese, trasmessagli dai genitori. Una passione condivisa con il fratello Paolo, che li porta ad un sodalizio artistico che passa attraverso i primi gruppi musicali, fino ai contatti con il clan di Celentano e la stesura, a quattro mani, di brani celebri, tra i quali “Una giornata al mare” portata al successo dall’Equipe84 e ripresa da vari interpreti. Quando le loro strade si separano, Giorgio continua la sua attività di compositore ed autore per interpreti del panorama italiano, tra cui Mina , Ornella Vanoni (“La discesa e poi il mare”, “Sotto il sole con il mare” e “Cose che si dicono”), Fausto Leali (“Deborah”, ripresa anche da Mina), Rosanna Fratello (“Non sono Maddalena”), Loretta Goggi (“Fuori ci sono i lupi”), Francesco Baccini (“La giostra di Bastian”), di cui è anche produttore artistico del suo album d’esordio, ed internazionale (tra cui Mireille Mathieu e Wilson Pickett). Contemporaneamente al lavoro nello studio legale, si dedica al teatro (tournée con Bruno Gambarotta) e collabora al programma radiofonio “Quelli che la radio…” su RadioDue Rai con Enrico Bertolino e Giorgio Comaschi. Il primo album è “Zona Cesarini” (1982). Seguiranno “L’erba di San Pietro” (1987), “Giorgio Conte” (1993), “Live” (1994) e “Concerto” (1995). Dopo la prima partecipazione al Premio Tenco, decide di abbandonare la toga di avvocato per dedicarsi solo alla musica. Che lo porterà a calcare palcoscenici in Italia, Austria, Svizzera, Germania, Francia, Belgio, Olanda, Spagna, Slovenia, Lussemburgo e Canada. L’attività discografica continua con “La vita fosse”(1997), “Eccomi qua” (1999), “L’ambasciatore dei sogni” (2000), “Il Contestorie” (2003) che contiene anche un libro di suoi racconti e nel 2004 l’album dal vivo, registrato ad Alberobello, “The best of” e “La belle vie” pubblicato in Francia. Nel 2006 Il suo brano “Gnè gnè” – album “Contestorie” e raccolta “Italian Café” di Putumayo (con circa 900mla ascolti su Spotify) – è utilizzato dal celeberrimo coreografo e ballerino Michail Barysnikov per un balletto a New York. Nel 2011 pubblica l’album “C.Q.F.P.” (Come Quando Fuori Piove) – Ala Bianca/Warner. E’ ospite di varie trasmissioni: “Radio2 Social Club” (condotta da L. Barbarossa), “Dr Djembè”, Rai3 (con Stefano Bollani), “Start”, Rai1, “Isoradio”, “La guardiana del faro” su Radio24 (con Barbara Alberti) e “Moby Dick” su RSI rete2, Svizzera. E’ l’ospite musicale della Giornata Nazionale della Catalogna, a Barcellona (in diretta sulla TV spagnola). Nel 2012 e 2013 è ospite ad “Effetto Notte” su Radio2Rai e “Compagni di viaggio” su Radio24 ed in tv in vari programmi, tra cui ’Wikitaly’, RAI2 (con Enrico Bertolino e Miriam Leone); è tra i protagonisti del prestigioso Festival Barnasants di Barcellona. Nel 2017 “Sconfinando” è il suo quattordicesimo album, registrato con l’Orchestra Sinfonica “Duchessa di Parma” per la produzione artistica del M° Alessandro Nidi e quella esecutiva di Toni Verona per Ala Bianca (distribuzione Warner). Album che contiene suoi brani editi rivisitati in chiave sinfonica ed alcuni inediti, con la copertina del M° Ugo Nespolo (www.nespolo.com). Collegato ad un Tour omonimo che esordisce all’Auditorium Parco della Musica di Roma per continuare in diversi teatri, tra cui Milano, Parma, Locarno, Albenga (Sv) per “Ottobre De Andrè”, Asti e piazze, tra cui Modena, Pavia, Castel Rocchero (At) per “Castel Rocchero in lume”, il Festival delle Serre a Cerisano (Cs), sconfinando anche in Germania, Austria, Slovenia, Svizzera, Belgio, Lussemburgo e Francia (anche a Parigi, al “Café de la danse”). Nel 2019 e 2020 FME Education pubblica, sulla piattaforma Audible, il suo podcast “Perchè la Poesia” (a cura anche della figlia Lucilla) mentre continua l’attività live in Italia, Francia, Svizzera, Belgio, Lussemburgo, Germania, Austria, Slovenia e Spagna, in attesa di riprenderla nel 2021, con un nuovo spettacolo che percorrerà la sua lunga carriera artistica. Il 18 Marzo 2021 il Ministro della Cultura annuncia su Twitter che il suo brano “Stringimi forte”, nella versione con l’Orchestra Sinfonica Duchessa di Parma dell’album “Sconfinando” (Ottobre 2017), viene utilizzato, con le immagini del video per lo spot ministeriale che annuncia la riapertura ufficiale delle attività nello spettacolo e dei teatri in Italia dopo l’emergenza pandemia. Nel 2022 il Museo “Identità future” di Calosso (At) si avvale di suoi temi musicali originali come colonna sonora per i visitatori. Compone le musiche, con la collaborazione per gli arrangiamenti del M° Alessandro Nidi, per l’opera teatrale “La misteriosa fiamma della Regina Loana”- tratta dal libro omonimo di Umberto Eco, con l’adattamento e la regia di Giuseppe Dipasquale e la produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo e di Taormina Arte Sicilia – anteprima a L’Aquila, il 18 Luglio, e debutto nazionale al Teatro Antico di Taormina il 6 Settembre 2022 – con interpreti principali Ninni Bruschetta e Viola Graziosi. Gli viene assegnato, il 21 Ottobre al Teatro Ariston di Sanremo, il Premio Tenco come artista “felinamente sornione” che ha saputo portare la provincia, senza risultare provinciale, a livello internazionale con un’inconfondibile dimensione poetica. La statuninense NETFLIX sincronizza il suo brano “Cannelloni”, nella colonna sonora del secondo episodio della quinta stagione, di “The Crown” sui reali inglesi (tra le serie tv più viste nel mondo). ORF (emittente pubblica nazionale dell’Austria) produce il doppio LP “Notte italiana” del suo concerto dal vivo in Radiokulturhaus del 2011. L’attività live continua e, oltre a varie date italiane, è protagonista all’estero, con sold out e standing ovation, nel Festival Bleiche Sessions a Wald (Zurigo) in Svizzera, in Austria, a Vienna nell’Auditorium di Radiokulturhaus della ORF, che gli dedica un’intervista radiofonica ed una televisiva.
Gianni Mura
Giornalista e scrittore italiano (Milano 1945 – Senigallia, Ancona, 2020). Già nel 1964, e per otto anni, comincia a lavorare come giornalista sportivo per La Gazzetta dello Sport come corrispondente per incontri di calcio di differenti categorie e come corrispondente al Giro d’Italia. Negli anni successivi ha scritto anche per il Corriere d’Informazione, Epoca e L’Occhio. Dal 1976 ha collaborato con la Repubblica. Nel 2007 esce il suo primo romanzo, Giallo su giallo, vincitore del Premio Grinzane – Cesare Pavese per la narrativa. Successivamente ha pubblicato: La fiamma rossa. Storie e strade dei miei Tour, 2008; Ischia, 2012; Non gioco più, me ne vado. Gregari e campioni, coppe e bidoni e Tanti amori. Conversazioni con Marco Manzoni, entrambi del 2013; Non c’è gusto. Tutto quello che dovresti sapere prima di scegliere un ristorante, 2015; Confesso che ho stonato, 2017.
Max Manfredi
Max Manfredi è nato a Genova nel 1956. È durante il periodo scolastico e universitario che intraprende il suo percorso artistico, sia in campo teatrale, come attore e regista di compagnie filodrammatiche, sia come musicista, dedicandosi alla musica folk con il gruppo Quelli di Villa Bell’Eri, Nel 1985 viene invitato da Amilcare Rambaldi al Premio Tenco, come artista emergente.
Nel 1990 pubblica, nella collana Cantare in italiano curata da Edoardo De Angelis, il suo primo album, dal titolo Le parole del gatto, con cui si aggiudica la Targa Tenco. Nello stesso anno vince la prima edizione del Premio Città di Recanati. Nel 1994 esce la seconda opera discografica, Max, con la partecipazione di Fabrizio De André che duetta ne La fiera della Maddalena. Nel 1997 riceve dalla Regione Liguria il premio come “capostipite della nuova generazione dei cantautori genovesi” e presenta al Teatro Modena di Genova il concerto-spettacolo La leggenda del Santo Cantautore. Dal 2000 Max Manfredi svolge vari concerti anche all’estero, a partire da Saint-Malo, Monaco e Berlino. Nel maggio 2001 pubblica un terzo CD, L’intagliatore di santi. Nel 2004 esce il CDLive in Blu, registrato dal vivo al Teatro Blu di Milano il 28 giugno. Nel novembre 2007 è nuovamente ospite del Premio Tenco, dove presenta l’inedita Il regno delle fate. Tra maggio e luglio 2008, Manfredi registra l’album Luna persa. el 2009 Luna persa vince la Targa Tenco come miglior disco dell’annata. Fra l’estate 2013 e gli inizi del 2014 Max lavora al progetto musicale Dremong: l’album esce il 1º settembre 2014 per Gutenberg Music e Caligola Records.