Festival internazionale di poesia civile città di Vercelli

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Festival ammesso alla UNESCO’s World Poetry Directory. Dal 2005 l’unico festival italiano su un aspetto importante della poesia contemporanea. Con un premio alla carriera annuale che ha portato a Vercelli nelle passate edizioni Adonis, Luciano Erba, Evgenij Evtuschenko, Juan Gelman, Titos Patrikios, Lawrence Ferlinghetti, Maria Luisa Spaziani (con la pubblicazioni di loro testi inediti a cura di Interlinea), con reading di poeti italiani e omaggi ad autori di riferimento (da Emily Dickinson a David Maria Turoldo, da Giovanni Raboni ad Alda Merini).

Manifestazione culturale di eccellenza promossa da Il Ponte, associazione attiva a Vercelli da oltre quindici anni alla ricerca della modernità fra tradizione e innovazione. Presidente Luigi Di Meglio. La funzione della poesia nella vita civile è tema complesso e attuale: il festival ne offre un panorama vasto e ricco di stimoli.

«Di capi non abbiamo più bisogno.
Uno ne abbiamo: è crocifisso, però…
Ho nulla da sollecitare,
né piedistallo, né decorazioni
con una sola eccezione:
ch’io non venga a mancare…
Di tutto più terribile smarrire
e la bellezza, e per il mondo l’orrore.
Dimenticare i morti è peccato mortale…»

(Evgenij Evtushenko, Romanzo con la vita e altre poesie, edizione Interlinea per il festival di poesia civile)

Il Festival internazionale di poesia civile città di Vercelli è promosso con il patrocinio di Regione Piemonte; Provincia di Vercelli; Comune di Vercelli; Comune di Quinto Vercellese; Fondazione Cassa Risparmio Vercelli; Fondazione Cassa Risparmio Torino; Centro Servizio per il Volontariato della provincia di Vercelli; Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, con la collaborazione del Comune di Novara e Interlinea edizioni e con la partecipazione di enti pubblici e privati segnalati nei programmi delle diverse edizioni.

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Il programma della XIII edizione

Parte la XIII edizione del Festival di poesia civile
(18-22 ottobre 2017)

IL PROGRAMMA
(VERSIONE PDF)

MERCOLEDÌ 18 OTTOBRE
Anteprima per i piccoli lettori
Ore 10, Vercelli, Aula Magna Istituto Comprensivo Ferrari, via Cerrone 17 (classi III)
Diritti al cuore
Incontro-laboratorio con lo scrittore premio Andersen Antonio Ferrara

ANTEPRIMA
Ore 16,30 Milano. Università Cattolica, via Nirone 15
Editoria nel mondo e poesia civile: incontro con un poeta siriano dissidente
Con Faraj Bayrakdar, introduzione di Paolo Branca
e lettura di poesie tradotte da Elena Chiti
Presentazione di Roberto Cicala e Giorgio Simonelli

GIOVEDÌ 19 OTTOBRE
Ore 11 Aula Magna Liceo Scientifico Avogadro, corso Palestro 29, Vercelli
Gli studenti incontrano il poeta Faraj Bayrakdar

EVENTO CENTRALE
Ore 21 Salone del Seminario Arcivescovile, piazza Sant’Eusebio 10, Vercelli
XIII Premio Festival internazionale di Poesia Civile Città di Vercelli
a Faraj Bayrakdar

Reading con introduzione di Paolo Branca e traduzioni di Elena Chiti
Intermezzi musicali alla chitarra di Laura Mancini
Saluti del presidente dell’associazione culturale Il Ponte Luigi Di Meglio,
del sindaco di Vercelli Maura Forte, del sottosegretario di Stato Luigi Bobba,
del rettore dell’Università del Piemonte Orientale Cesare Emanuel
e del rettore del Seminario arcivescovile monsignor Giuseppe Cavallone
Presentazione e distribuzione della plaquette del festival Specchi dell’assenza
edita da Interlinea (fino a esaurimento)

VENERDÌ 20 OTTOBRE
Ore 9,30 Sala conferenze del Rettorato UPO, via Duomo 6, Vercelli
La comunicazione poetica vista da un linguista
Lectio di Giacomo Ferrari, dell’Università del Piemonte Orientale,
aperta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado

Ore 11,30 Cripta di Sant’Andrea, Università del Piemonte Orientale, Vercelli
Siamo social? Tavola rotonda su poesia, cultura e media
con i giornalisti Mario Baudino, Ennio Cavalli, Gian Luca Favetto,
Ottavio Rossani, Luigia Sorrentino.
Modera Roberto Cicala, con presentazione del rettore Cesare Emanuel

Ore 15 Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli
Premio di traduzione di poesia civile inedita in Italia
riservato agli studenti dell’Università del Piemonte Orientale
a cura dei docenti dei corsi di laurea in Lingue e letterature straniere moderne
promosso dall’Università del Piemonte Orientale

Ore 17 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli
Diffondere e antologizzare. La parola poetica tra quotidianità, cronaca e scuola
Tavola rotonda con Stefano Raimondi e Stefania Sini

A seguire: presentazione e proiezione di
Separating dragonflies and damselfly nymphs
Intervista a Katherine Larson, premio Festival poesia civile 2016
a cura di Corrado Nosotti e Samuele Giatti del Liceo Scientifico Avogadro di Vercelli con presentazione del docente supervisore Francesco Brugnetta

Ore 18 Museo Leone, via Giuseppe Verdi 30, Vercelli
Poesie incivili: reading di Ennio Cavalli dal libro edito da Aragno
con presentazione di Darwin Pastorin
e letture di Anna Jacassi e Mario Sgotto.

A seguire: inaugurazione della mostra I segni civili di Sergio Staino

Ore 21 Teatro Civico, via Monte di Pietà 15, Vercelli
Premio Brassens a Roberto Vecchioni
a colloquio con Giorgio Simonelli e Darwin Pastorin
con proiezioni e canzoni (ingresso libero)

SABATO 21 OTTOBRE
Ore 12 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli
La poesia della donna canzone. De Gregori tra musica e parole
Conferenza di Giovanni Cerutti e Darwin Pastorin

Ore 16,30 Museo del Tesoro del Duomo, piazza d’Angennes, Vercelli
Poesia e smartphone: serve un nuovo movimento?
Lectio di Guido Oldani e Giuseppe Langella
per lanciare il movimento poetico Realismo terminale
con letture dall’antologia Luci di posizione (Mursia)
Con Giusy Càfari Panìco, Franco Dionesalvi, Valentina Neri, Marco Pellegrini

Ore 18 Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli
Promemoria di Andrea Bajani
Reading del nuovo libro edito da Einaudi
con presentazione di Roberto Cicala

Ore 19 Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli
Lyra giovani. Reading di nuove voci della poesia italiana
selezionate da Franco Buffoni
Con presentazione della nuova collana Interlinea
con Maddalena Bergamin e Marco Corsi

A seguire, ore 19,45
Personae
Letture di Franco Buffoni dal suo dramma edito da Manni
Risotto finale in onore dei poeti

DOMENICA 22 OTTOBRE
EVENTO FINALE
La civiltà delle parole: un poeta svizzero si racconta. Fabio Pusterla
A colloquio con Maria Grazia Rabiolo, giornalista della Radiotelevisione svizzera. Reading musicale con duo Aleph
(Gabriele Artuso, flauto, e Paolo Sala, chitarra)

 

Al siriano dissidente Faraj Bayrakdar il premio internazionale di poesia civile

 

 Dal 18 al 22 ottobre la tredicesima edizione del festival internazionale di Vercelli promosso dall’associazione Il Ponte con eventi a Milano e Lugano. In programma anche un premio a Roberto Vecchioni, reading di poesia civile tra arte e letteratura, omaggio al poeta svizzero Fabio Pusterla e un incontro per i più piccoli con il premio Andersen Antonio Ferrara


L’incrollabile resistenza al regime di Hafez Assad è la molla che anima i versi del siriano Faraj Bayrakdar, che sarà premiato alla carriera nella XIII edizione del Festival internazionale di poesia civile “Città di Vercelli” giovedì 19 ottobre 2017 alle ore 21 presso il Salone del Seminario Arcivescovile di Vercelli con reading in italiano e arabo della nuova antologia poetica Specchi dell’assenza (Interlinea), che sarà distribuita in omaggio ai presenti fino a esaurimento. È prevista un’anteprima mercoledì 18 ottobre a Milano, alle ore 16,30 in Università Cattolica, via Nirone 15, con introduzione di Paolo Branca, lettura di poesie tradotte da Elena Chiti e presentazione di Roberto Cicala e Giorgio Simonelli.

Alla premiazione del poeta, con introduzione di Paolo Branca e traduzioni di Elena Chiti, saranno presenti anche il presidente dell’associazione culturale Il Ponte Luigi di Meglio, il sindaco di Vercelli Maura Forte, il sottosegretario di Stato Luigi Bobba, il rettore dell’Università del Piemonte Orientale Cesare Emanuel e il rettore del Seminario Arcivescovile monsignor Giuseppe Cavallone. Vi saranno inoltre intermezzi musicali di Laura Mancini.

Il Festival internazionale di poesia civile di Vercelli presieduto da Luigi Di Meglio, ammesso alla UNESCO’s World Poetry Directory, ha premiato nelle passate edizioni la poetessa-biologa Katherine Larson, la candidata Nobel Márcia Theóphilo, l’angry poet Tony Harrison, Lambert Schlechter e Ryszard Krynicki, fra gli altri, e ha deciso di premiare nell’edizione 2017 il poeta siriano dissidente Faraj Bayrakdar, le cui poesie sono raccolte in Specchi dell’assenza da Interlinea. «Ma le circostanze / erano di pietra / e il tintinnio del tempo e del luogo / aveva una macchia che somiglia a sangue», scrive il poeta che a Vercelli giovedì 19 ottobre alle ore 11 incontrerà anche gli studenti del Liceo Scientifico Avogadro.

Fra gli eventi dedicati ai grandi personaggi dell’arte e della letteratura il Festival ha deciso di assegnare il premio Brassens a Roberto Vecchioni, a colloquio con Giorgio Simonelli e Darwin Pastorin e con proiezioni e canzoni, venerdì 20 ottobre alle 21 al Teatro Civico di Vercelli. Poco prima lo stesso giorno, alle ore 18 al Museo Leone si terrà un reading di Ennio Cavalli Poesie incivili basato sul nuovo libro pubblicato da Aragno, con presentazione di Darwin Pastorin e letture di Anna Jacassi e Mario Sgotto. A seguire sarà inaugurata la mostra I segni civili di Sergio Staino.

Nuovi movimenti poetici e nuove leve della poesia saranno protagonisti non solo del Premio di traduzione di poesia civile inedita in Italia degli studenti dell’Università del Piemonte Orientale (venerdì 20 ottobre alle 15 al Museo Leone), ma anche di due eventi sabato 21 ottobre alle 16,30 al Museo del Tesoro del Duomo, con Guido Oldani e Giuseppe Langella a lanciare il movimento poetico Realismo terminale (evento Poesia e smatphone, con letture dall’antologia Luci di posizione pubblicata da Mursia, con Giusy Càfari Panìco, Franco Dionesalvi, Valentina Neri, Marco Pellegrini) e al Museo Leone alle 19 con Lyra giovani, nuova collana di poesia di Interlinea diretta da Franco Buffoni, con i primi due autori Marco Corsi e Maddalena Bergamin. Una particolare attenzione è riservata al mondo dei giovani anche nella tavola rotonda Siamo social?  venerdì 20 ottobre alle 11,30 alla Cripta di Sant’Andrea (Università del Piemonte Orientale) con i giornalisti Mario Baudino, Ennio Cavalli, Gian Luca Favetto, Ottavio Rossani, Luigia Sorrentino. Modera Roberto Cicala, con presentazione del rettore Cesare Emanuel.

Fra gli altri eventi del XIII Festival di poesia civile ricordiamo, venerdì 20 alle 9,30 al Rettorato dell’Università del Piemonte Orientale, la lectio di Giacomo Ferrari La comunicazione poetica vista da un linguista (aperta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado). Alle ore 17 dello stesso giorno la Libreria Mondadori di Vercelli ospita la tavola rotonda Diffondere e antologizzare. La parola poetica tra quotidianità, cronaca e scuola con Lino Angiuli, Stefano Raimondi e la conduzione di Stefania Sini, cui segue la presentazione e proiezione di Separating dragonflies and damselfly nymphs con intervista a Katherine Larson, la poetessa e biologa molecolare vincitrice del premio alla carriera all’edizione 2016 del Festival, a cura di Corrado Nosotti e Samuele Giatti del Liceo Scientifico Avogadro di Vercelli con presentazione del docente supervisore Francesco Brugnetta. Sabato 21 ottobre invece, alle ore 18 al Museo Leone, Andrea Bajani presenta il nuovo libro edito da Einaudi  Promemoria con Roberto Cicala, mentre alle 12 in Libreria Mondadori Giovanni Cerutti e Darwin Pastorin omaggiano De Gregori nella conferenza La poesia della donna canzone. De Gregori tra musica e parole.

Per i piccoli lettori il Festival ha riservato l’incontro-laboratorio Diritti al cuore (per le classi III) mercoledì 18 ottobre alle 10 all’Istituto Comprensivo Ferrari di Vercelli con il premio Andersen Antonio Ferrara.

Il Festival internazionale di poesia civile si concluderà con un grande evento finale a Lugano, in Svizzera, domenica 22 ottobre in Biblioteca Salita dei Frati, con un incontro con Fabio Pusterla a colloquio con Maria Grazia Rabiolo, giornalista della Radiotelevisione svizzera, accompagnati da reading musicale con il duo Aleph (flauto Gabriele Artuso, chitarra Paola Sala).

Faraj-Bayrakdar 4

Gli eventi con Faraj Bayrakdar

Quando la poesia combatte i regimi
(con anteprima a Milano il 18 ottobre)

 

MERCOLEDÌ 18 OTTOBRE
ANTEPRIMA
Ore 16,30 Milano. Università Cattolica, via Nirone 15
Editoria nel mondo e poesia civile: incontro con un poeta siriano dissidente
Con Faraj Bayrakdar, introduzione di Paolo Branca
e lettura di poesie tradotte da Elena Chiti
Presentazione di Roberto Cicala e Giorgio Simonelli

GIOVEDÌ 19 OTTOBRE
Ore 11 Aula Magna Liceo Scientifico Avogadro, corso Palestro 29, Vercelli
Gli studenti incontrano il poeta Faraj Bayrakdar

EVENTO CENTRALE
Ore 21 Salone del Seminario Arcivescovile, piazza Sant’Eusebio 10, Vercelli
XIII Premio Festival internazionale di Poesia Civile Città di Vercelli
a Faraj Bayrakdar

Reading con introduzione di Paolo Branca e traduzioni di Elena Chiti
Intermezzi musicali alla chitarra di Laura Mancini
Saluti del presidente dell’associazione culturale Il Ponte Luigi Di Meglio,
del sindaco di Vercelli Maura Forte, del sottosegretario di Stato Luigi Bobba,
del rettore dell’Università del Piemonte Orientale Cesare Emanuel
e del rettore del Seminario arcivescovile monsignor Giuseppe Cavallone
Presentazione e distribuzione della plaquette del festival Specchi dell’assenza
edita da Interlinea (fino a esaurimento)

Dalla quarta di copertina di Specchi dell’assenza
«La scrittura in carcere è stata un atto di resistenza» dichiara Faraj Bayrakdar, il poeta siriano che è stato arrestato più volte dal regime di Hafez Assad subendo il completo isolamento dal 1987 al 1993, senza carta né inchiostro per scrivere. In questa raccolta immagina specchi che «potevano / essere acqua pura / puro silenzio / o almeno puro pianto» ma le circostanze li hanno trasformati in «pietra / e il tintinnio del tempo e del luogo / aveva una macchia che somiglia a sangue». Eppure, anche nell’assenza dal mondo e nella crudezza della detenzione, il poeta pensa che «un uccello / basta / perché non cada il cielo». Con la stessa fede incrollabile nell’uomo e nella parola, Bayrakdar, rilasciato nel 2000 e residente in Svezia dal 2005, continua a scrivere e a lottare contro il regime degli Assad, per una Siria libera e democratica. Come scrive lui stesso nel 2015, in uno degli inediti che chiudono questo libro, «il suo senso di giustizia / gli dà un senso di forza / così non s’interroga mai / sul grado di debolezza / che affligge / il dittatore».

Il poeta siriano dissidente
Nato nel 1951 in Siria, Faraj Bayrakdar ha iniziato a scrivere poesia a dodici anni e a pubblicarla a sedici. Ha studiato letteratura araba classica e moderna all’Università di Damasco, fondando con altri studenti una rivista culturale ostile al regime di Hafez Assad. Questo gli è valso, nel 1978, l’arresto da parte dei servizi segreti dell’aeronautica militare e una detenzione di alcuni mesi. Il giorno dopo il rilascio è stato arrestato di nuovo, stavolta dai servizi di sicurezza interna, con l’accusa di affiliazione a un partito di opposizione. Di nuovo è stato rilasciato, come dice lui stesso, «dopo qualche mese e qualche seduta di tortura». Arrestato una terza volta nel 1987, come membro del Partito comunista laburista siriano, è rimasto in carcere per quattordici anni. È stato liberato soltanto nel 2000, grazie alla pressione internazionale esercitata sul regime siriano. La sua vena poetica non si è spenta in carcere. Nemmeno dal 1987 al 1993, quando ha vissuto completamente tagliato fuori dal mondo: senza radio, senza visite, senza carta né inchiostro. A quel periodo risale infatti la raccolta poetica Il Luogo stretto (trad. Elena Chiti, Nottetempo, Milano 2016), a cui fa seguito Specchi dell’assenza. Sette sono, in tutto, le raccolte che ha scritto in carcere. Attualmente residente in Svezia, Faraj Bayrakdar continua a scrivere e a lottare per i diritti dei siriani. Nel 2017 è insignito del premio alla carriera del Festival internazionale di poesia civile di Vercelli.

«Ma le circostanze
erano di pietra
e il tintinnio del tempo e del luogo
aveva una macchia che somiglia a sangue»

Faraj-Bayrakdar 1

A Roberto Vecchioni il premio Brassens

Una serata tra interviste, immagini e musica

 
VENERDÌ 20 OTTOBRE

Ore 21 Teatro Civico, via Monte di Pietà 15, Vercelli
Premio Brassens a Roberto Vecchioni
a colloquio con Giorgio Simonelli e Darwin Pastorin
con proiezioni e canzoni (ingresso libero)

 

Roberto Vecchioni è sposato con la scrittrice Daria Colombo, ha quattro figli e vive a Milano. E’ nato a Carate Brianza il 25 giugno 1943 da genitori napoletani.

Il successo di pubblico come cantautore arriva nel 1977 con l’album Samarcanda cui fanno seguito più di venti album e altrettante raccolte per una vendita totale che supera otto milioni di copie. Nel 2011 partecipa e stravince al Festival di Sanremo con la canzone Chiamami ancora amore che dà il titolo all’omonimo album. Vince anche il premio “Mia Martini” della critica e quello della sala stampa. A gennaio 2016 entra a far parte della giuria della cinquantaquattresima edizione del Premio Campiello.

Vecchioni è anche autore di libri e saggi e collabora con articoli di fondo e commento per i massimi giornali italiani. Nel 1999-2000, su richiesta del Ministero della Pubblica Istruzione ha tenuto più di ottanta conferenze nelle scuole ed università italiane  e francesi, incontrando oltre 80.000 studenti sul tema “Musica e Poesia” e illustrando l’evoluzione storica e letteraria della “forma” canzone dalle origini ai giorni nostri.

Dopo aver insegnato latino e greco per oltre trent’anni nei licei, Roberto Vecchioni continua la sua attività d’insegnante presso svariate università italiane e straniere. E’ titolare della  cattedra di “Forme di Poesia in musica”  presso l’Università di Pavia dal 2006 al corrente anno.

Il premio Brassens è stato dato negli anni, tra gli altri, a Max Manfredi, Giorgio Conte, Ennio Rega, Fondazione Gaber prima di Roberto Vecchioni.

 

 

La migliore poesia civile inedita secondo i giovani finalmente tradotta in Italia

La tradizione del premio con l’Università del Piemonte Orientale

 


VENERDÌ 20 OTTOBRE

 Ore 16 Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli
Premio di traduzione di poesia civile inedita in Italia
riservato agli studenti dell’Università del Piemonte Orientale
a cura dei docenti dei corsi di laurea in Lingue e letterature straniere moderne
Promosso dall’Università del Piemonte Orientale

 

L’Associazione culturale “Il Ponte”, nell’ambito del XIII Festival di poesia civile “Città di Vercelli”, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici, Corso di Laurea in Lingue e letterature straniere dell’Università del Piemonte Orientale A. Avogadro, bandisce un premio di traduzione di poesia civile, destinato agli studenti del DSU, e in particolare del Corso di Laurea sopra indicato.

I docenti aderenti al progetto, costituenti la Commissione appositamente nominata dal Direttore del Dipartimento, scelgono gli studenti idonei a partire dal terzo anno della laurea triennale e propongono loro un certo numero di testi inediti in Italia, da tradurre (lingue angloamericana, francese, inglese, spagnola, tedesca).

I testi, inediti in traduzione italiana, devono avere le caratteristiche della poesia civile, opera di autori degni di essere letti e diffusi, sia del passato che del presente, anche viventi.

I testi tradotti sono valutati da una commissione, formata dal docente responsabile di ogni sezione e da almeno altri due docenti aderenti al progetto. La commissione redige una classifica e proclama il vincitore.

I premi in palio sono cinque, uno per ogni sezione qui elencata: sezione angloamericana, sezione francese, sezione inglese e/o anglocoloniale, sezione spagnola, sezione tedesca.

Agli studenti vincitori è assegnato un premio di euro 200 ciascuno, messo a disposizione dall’Associazione culturale “Il Ponte” di Vercelli, organizzatrice del Festival di poesia civile. Le opere, con la presentazione dei curatori, sono pubblicate dal Festival. I nomi dei vincitori sono proclamati solo al momento della premiazione, così pure i testi su cui sono state eseguite le traduzioni

«L’antologia offre un caleidoscopio di visioni, individuali e collettive, di stili, metri e forme che percorrono, con grande varietà e ampiezza, lo spazio e il tempo della poesia civile. Ne esplorano i confini e le dimensioni intime, e lo fanno appoggiandosi, com’è naturale, sulla storia passata e recente (il Novecento, soprattutto, con il suo carico di responsabilità) così come sul mondo attuale, producendo dialoghi intertestuali fra tradizioni poetiche diverse. Senza dimenticare la dimensione sociale, che, nel suo intrecciarsi con le diverse storie, fornisce materia viva ai poeti – e ai loro traduttori – e dà spessore umano e civile a quanto la Storia traccia su un piano ideale» (Andrea Baldissera, dall’introduzione all’antologia del premio di traduzione: Carmina civilia II).

 

Poesie incivili secondo Ennio Cavalli

Con una mostra di tavole satiriche di Sergio Staino 


VENERDÌ 20 OTTOBRE

Ore 18 Museo Leone, via Giuseppe Verdi 30, Vercelli
Poesie incivili: reading di Ennio Cavalli
dal libro edito da Aragno, con presentazione di Darwin Pastorin
e letture di Anna Jacassi e Mario Sgotto.

A seguire: inaugurazione della mostra
I segni civili di Sergio Staino

«Cavalli è un poeta che per mestiere ha svolto il giornalismo nel servizio pubblico. È partito dalle cronache per arrivare ai versi, ma conservando la presa sull’attualità. Non ispeziona il suo ombelico, ma le ulcere del nostro tempo. “Quando l’inciviltà domina il campo, la poesia si fa incivile, sibilo di frecce concentrato”» (Erri De Luca).

Ennio Cavalli romagnolo, vive a Roma. Con I gemelli giornalisti sono io! (2011), ha vinto il premio Elsa Morante Ragazzi. Tra le opere in prosa: La Bibbia in lattina (1992, con una lettera di Federico Fellini), Il romanzo del Nobel (2000, nota di Dario Fo), Fiabe storte (2003), Il divano del Nord (2005). Tra le ultime raccolte di poesia: Bambini e clandestini (2002, premio Pisa), La cosa poetica – Le avventure di un detective dell’imprevisto (2014), Qualcuna #Le 100 poesie (2016). Per i tipi di Aragno ha pubblicato: L’imperfetto del lutto (2008, premio Fabriano), Poesie incivili (2010), Poesie con qualcuno dentro (2012) e Trattativa con l’ombra (2013). Con il romanzo Quattro errori di Dio (2005) ha vinto il premio Campiello-Giuria dei Letterati. Con Libro grosso (2009), il Viareggio Poesia.

Sergio Staino (Piancastagnaio 1940), fumettista, vignettista e regista italiano, debutta su “Linus” nel 1979 con Bobo, il personaggio dichiaratamente ispirato a se stesso che lo accompagna ancora oggi. Da trent’anni collabora con “l’Unità”, testata per la quale nel 1986 fonda il settimanale satirico “Tango”. Le sue strisce sono apparse anche su “Cuore”, “Panorama”, “L’espresso”, “il Venerdì di Repubblica”, il “Corriere della Sera”. Tra i suoi libri Il romanzo di Bobo (2001), Fino all’ultima mela (2003), La guerra di Peter (2004), Il mistero BonBon (2006) e All together, Bobo! (2009). Tra i premi ricevuti, vi sono il Premio Satira Politica Forte dei Marmi (1984), lo Yellow Kid al Salone Internazionale dei Comics, il Premio Persea (2002) e il Premio Tenco (2016). Dal 2003 Sergio Staino è presidente onorario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

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Un nuovo movimento poetico per vincere la società degli oggetti

Realismo terminale

SABATO 21 OTTOBRE

Ore 16,30 Museo del Tesoro del Duomo, piazza d’Angennes, Vercelli
Poesia e smartphone: serve un nuovo movimento?
Lectio di Guido Oldani e Giuseppe Langella
con Giusy Càfari Panìco, Franco Dionesalvi, Valentina Neri, Marco Pellegrini
per lanciare il movimento poetico Realismo terminale
con letture dall’antologia Luci di posizione (Mursia)
con Giusy Càfari Panìco, Franco Dionesalvi, Valentina Neri, Marco Pellegrini

Evento di presentazione di un nuovo movimento poetico, Realismo terminale, con lettura dall’antologia-manifesto Luci di posizione. Poesie per il nuovo millennio (Mursia), a cura di Giuseppe Langella.

Come avvertono i promotori, «il Realismo Terminale è una poetica planetaria: vale per Milano come per Shanghai, per New York come per Lagos, per Città del Messico come per Karachi. È l’espressione del mondo d’oggi, dei grandi agglomerati urbani, straripanti e caotici, dove si ammassano montagne di oggetti e milioni di persone: nuove torri di Babele, tecnologiche, mediatiche, virtuali, trionfi parossistici dello spirito prometeico. Perciò, il Realismo Terminale non poteva che nascere in una metropoli: nella fattispecie a Milano, quella che già al catanese Verga, reduce da Firenze, apparve “la città più città d’Italia”. Milano – non c’è quasi bisogno di ricordarlo – ha tenuto a battesimo molti movimenti che hanno scandito la storia della letteratura moderna: è stata la culla del Romanticismo, poi della Scapigliatura, quindi del Futurismo. Anche nel secondo Novecento, ha dato vita, fra l’altro, al “Verri” e alla neoavanguardia, a “Niebo” e alla Parola innamorata. È sempre stata, insomma, il centro propulsivo delle esperienze letterarie di volta in volta più avanzate».

Sul nome: «Quando Guido Oldani, fondatore del movimento, ne ha coniato l’etichetta, con terminale intendeva semplicemente riferirsi al processo compulsivo di concentrazione di persone e cose nelle “città continue” presagite da Calvino. Peraltro, filosofi e sociologi con sempre maggiore insistenza stanno cominciando a parlare di società “post-umana”. Nulla di strano, perciò, che l’aggettivo abbia acquistato, nella coscienza comune, valenze allusive più sinistre. Mi rendo conto che terminale possa suonare inquietante e quasi di malaugurio, ma dare una scossa a tanta gente che ha smesso di pensare può essere anche un’azione lodevole. La nostra è una poesia civile. Noi vogliamo essere i defibrillatori degli automi che popolano le città, riattivando i meccanismi del pensiero critico».

Il nuovo movimento vuole aiutare a leggere il presente, il rapporto con la natura e con le cose; a comprendere i mutamenti antropologici prodotti dalla civiltà globale sul piano dell’esperienza quotidiana e dell’immaginario collettivo, incidendo persino sulle modalità della conoscenza di sé e del mondo. E aiutare anche i poeti stanchi di guardare il proprio ombelico a riscoprire una possibile funzione pubblica, a imboccare la strada maestra di un impegno civile.

Nuovi spazi ai giovani poeti

Franco Buffoni e la collana “Lyra giovani”


SABATO 21 OTTOBRE
Ore 19, Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli
Lyra giovani
Reading di nuove voci della poesia italiana
selezionate da Franco Buffoni
Con presentazione della nuova collana Interlinea, con Maddalena Bergamin e Marco Corsi
Segue l’annuncio in anteprima
dei poeti selezionati per la pubblicazioni nel 2018

«Il settore della poesia è molto particolare, perché ha un numero di lettori e scrittori che definirei coriaceo, e che si rinnova sempre, grazie alle nuove generazioni. Per rimanere presenti e attivi, però, bisogna capire quali sono i nuovi indirizzi di questi fruitori che si rinnovano, e soprattutto orientare le produzioni delle nuove generazioni, per mantenere un livello qualitativo degno ma nello stesso tempo andare incontro ai gusti del lettori contemporanei e a queste nuove leve poetiche» (Franco Buffoni)

 Dalla quarta di copertina di Pronomi personali di Marco Corsi
Una promessa della poesia italiana secondo Franco Buffoni. In questa raccolta, che inaugura la serie “Lyra giovani”, i “pronomi” del titolo sono le immagini che ci avvolgono e che sono “personali” perché c’è la necessità di un soggetto forte, un “io” che vorrebbe diventare un io di tutti. Marco Corsi cerca di mettere insieme, con le parole, una piccola “ragione emotiva”, tra razionalità e ferita sentimentale, per permettere il passaggio a una dimensione più ampia di significato e di esistenza: «lavoriamo per giorni sopra le parole; da giorni lavoriamo silenziosi intorno al nero. […] disegniamo immagini nere e silenziose. Lavoriamo di silenzio e di nero. Un nero che sembra la notte»

Marco Corsi (1985) vive e lavora a Milano. Sue poesie sono apparse su: “Poeti e Poesia”, “Nuovi Argomenti”, “Atelier”, Quadernario. Almanacco di poesia, e in diversi blog letterari come “Le parole e le cose” e “Poetarum Silva”. La sua ultima silloge, Da un uomo a un altro uomo, è stata pubblicata in Poesia contemporanea. Dodicesimo quaderno italiano (Marcos y Marcos, Milano 2015), a cura di Franco Buffoni, con una nota di Niccolò Scaffai. Nel 2015 ha vinto il primo premio “Cetonaverde poesia – sezione giovani”.

Dalla quarta di copertina di L’ultima volta in Italia di Maddalena Bergamin
«Chi ha detto che questo è il paese / del mare non sa delle nostre giornate / su tangenziali padane, della periferia / latina malmessa e delle grigie ore / che ci separano dalla vista del sole» scrive Maddalena Bergamin, giovane talento della parola, con uno sguardo lucido di «occhi che bruciano». L’autrice, che vive a Parigi, racconta in versi le stagioni, la vita e le passioni, tra attese e delusioni, con freschezza e originalità attraverso una «parola / che si ritorce e che cade / sui vetri rotti». È un libro su un’Italia personale, lontana e interiore.

Maddalena Bergamin è nata a Padova nel 1986 e ha compiuto i suoi studi all’Università Ca’ Foscari e alla Sapienza, dove si è laureata in critica letteraria, con un successivo dottorato alla Sorbona, dove insegna lingua italiana. Del 2007 la sua prima raccolta di poesie, Comunque, la pioggia. Suoi testi sono apparsi in rivista e sul web e ha partecipato a diversi festival internazionali.

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Evento finale a Lugano con Fabio Pusterla

Le parole secondo un poeta svizzero

DOMENICA 22 OTTOBRE
EVENTO FINALE
La civiltà delle parole: un poeta svizzero si racconta. Fabio Pusterla
A colloquio con Maria Grazia Rabiolo, giornalista della Radiotelevisione svizzera.
Reading musicale con duo Aleph
(Gabriele Artuso, flauto, e Paolo Sala, chitarra)

A uno dei poeti svizzeri più apprezzati anche in Italia è dedicato l’evento finale del festival internazionale di poesia civile 2017, Fabio Pusterla, in una sede prestigiosa come la Biblioteca Salita ai Frati di Lugano, a colloquio con la giornalista radiofonica e critico letterario Maria Grazia Rabiolo.

Laureato in lettere moderne con Maria Corti all’Università di Pavia, Fabio Pusterla insegna al Liceo Cantonale di Lugano 1 e all’Università della Svizzera italiana a Lugano; ha tenuto per alcuni anni dei corsi presso l’Università di Ginevra. È stato tra i fondatori della rivista letteraria “Idra”, edita a Milano da Marcos y Marcos. È attivo come poeta, traduttore (soprattutto dal francese, con qualche incursione nella letteratura portoghese) e saggista. Collabora a giornali e riviste in Svizzera e in Italia. Ha diretto l’edizione critica delle opere di Vittorio Imbriani e pubblicato saggi, traduzioni, volumi di versi.

La poetica di Pusterla è andata sempre più avvicinandosi a una poesia dal forte contenuto civile, mentre l’esperienza di traduzione legata strettamente a Philippe Jaccottet lo ha portato a una sempre maggior attenzione agli oggetti del quotidiano, alle vite e cose dimenticate.

Nel 2007 gli è stato conferito il Premio Gottfried Keller. Nel 2009 la “collana bianca” dell’editore Einaudi ha pubblicato un’antologia di poesie del periodo 1985-2008, sotto il titolo Le terre emerse, con il quale nel 2009 ha vinto la sezione poesia del Premio Giuseppe Dessì.

Sulla sua figura il regista Danilo Catti ha realizzato il documentario Salamandre, gatti ciechi, rotaie, nell’ambito del ciclo “Lettere dalla Svizzera” (produzione SRG SSR idéé suisse, 1998).

Riconoscimenti

Tra i principali riconoscimenti, il Premio Montale (1986), il Premio Schiller (1986, 2000, 2010), il Premio Dessì (2009); i Premi Prezzolini (1994), Lionello Fiumi (2007) e Achille Marazza (2008) per la traduzione letteraria; il Premio Gottfried Keller (2007), il Premio Svizzero di Letteratura (2013) e il Premio Napoli (2013) per l’insieme dell’opera.