Le parole sono uno strumento potente, in grado di ferire, ma anche di salvare. Andrea Bianchetti racconta le storie difficili dei ragazzi che ha conosciuto durante gli anni di insegnamento.
Per l’ultimo incontro dell’edizione 2025, il festival di poesia civile cambia ambientazione e si sposta in Svizzera, a Mendrisio. Qui, domenica 9 novembre alle ore 11 presso la biblioteca LaFilanda, si svolgerà l’evento “Quando la poesia narra storie fragili di scuola” con l’autore Andrea Bianchetti in dialogo con Maria Grazia Rabiolo. Durante la mattinata interverrà Anna Biscossa e si terrà un reading dall’opera Al figlio del pugile tremano le mani (Interlinea, 2025).
Andrea Bianchetti, nato a Milano nel 1984, vive a Bellinzona nella Svizzera italiana e fa l’insegnante nelle scuole professionali. Ha pubblicato diverse piccole collezioni di poesie: Sparami amore di cera (Alla Chiara Fonte, 2007), Estreme visioni di bianco (Alla Chiara Fonte, 2012) e, in collaborazione con l’associazione teatrale ticinese Opera retablO, Carneficine (ANAedizioni, 2013). Nel 2019 è uscito, per le edizioni Sottoscala, Gratosoglio, un poema dedicato alle origini, alla casa. Nel 2022 esce, per le edizioni Il Verziere di Locarno, Una poesia lunga.
Al figlio del pugile tremano le mani è una raccolta di poesie dedicata alla scuola professionale ticinese e ai ragazzi incontrati dall’autore nel corso dei suoi anni di insegnamento: ragazzi dalle storie difficili, spesso sconfitti o smarriti, ai quali Bianchetti vuole far capire quanto sono importanti e quanto vale realmente la loro vita.
«io mi sono accorto, / mi sono accorto di tutti voi. / il mio paradiso portatile».