PARTE LA XV EDIZIONE DEL FESTIVAL DI POESIA CIVILE (23-27 OTTOBRE 2019)

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IL PROGRAMMA

(VERSIONE PDF)

MERCOLEDÌ 23 OTTOBRE
Anteprima a Milano

Ore 17 Università Cattolica, largo Gemelli 1, Milano

Editoria e poesia civile: incontro con il poeta polacco Adam Zagajewski

Colloquio dell’autore con la traduttrice Valentina Parisi.

Introduce Giuseppe Langella, modera Roberto Cicala

 

GIOVEDÌ 24 OTTOBRE

Ore 10 Aula magna Istituto Comprensivo Ferraris, piazza C. Battisti 6, Vercelli

Dietro la maschera: i colori della vita

Incontro-laboratorio con l’artista Cinzia Ghigliano, autrice di La bambina mascherata (Le rane)

Ore 11 Aula Magna IIS Lagrangia, corso Italia 48, Vercelli

Gli studenti incontrano Adam Zagajewski

Incontro con il poeta e la traduttrice moderato da Elisabetta Dellavalle

 

Ore 18 Biblioteca Civica Negroni, corso Cavallotti 6, Novara

La Bottega di poesia

Reading di poesie dalla rubrica di “Repubblica” commentate da Maurizio Cucchi,

autore di Sindrome del distacco e tregua (Mondadori)

EVENTO CENTRALE

Ore 21 Salone del Seminario Arcivescovile, piazza Sant’Eusebio 10, Vercelli

XV Premio Festival internazionale di Poesia Civile Città di Vercelli a Adam Zagajewski

Reading del poeta premiato, a colloquio con Valentina Parisi,

con intermezzi musicali del maestro Nicolò Manachino al flauto.

Saluti del presidente dell’associazione culturale Il Ponte Luigi Di Meglio e delle autorità.

Presentazione e distribuzione della plaquette del festival Prova a cantare il mondo storpiato edita da Interlinea (fino a esaurimento copie)

VENERDÌ 25 OTTOBRE

Ore 10,30 Aula Magna IIS Cavour, corso Italia 42, Vercelli

Verso l’infinito e oltre: Leopardi secondo uno scrittore d’oggi

Incontro con Enrico Palandri, autore di Verso l’infinito (Bompiani)

Ore 11 Rettorato UPO, via Duomo, Vercelli

La musa ibrida: la poesia di lingua inglese nel mondo globalizzato

Lezione magistrale di Carla Pomaré, Università del Piemonte Orientale, agli studenti degli istituti superiori. Modera Giusi Baldissone

Ore 15 Biblioteca Civica, via Galileo Ferraris 95, Vercelli

Critica letteraria e poesia

Lectio di Daniela Marcheschi. Riflessione a partire da Antologia di poeti contemporanei. Tradizioni e innovazione in Italia (Mursia), introduzione di Giusi Baldissone.

Con inaugurazione dello Spazio poesia a cura del festival e dell’associazione Il Ponte, con saluto di Giovanna Baucero e Renato Bianco

Ore 16,30 Biblioteca Civica, via Galileo Ferraris 95, Vercelli

Premio di traduzione di poesia civile inedita in Italia

riservato agli studenti universitari a cura dei docenti dei corsi di laurea in Lingue e letterature straniere moderne dell’Università del Piemonte Orientale in collaborazione con l’Université de Savoie (Chambéry). Presenta Andrea Baldissera

Ore 18 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Aperitivo con Macbeth: lettura in musica

Roberto Piumini legge dalla sua nuova traduzione della tragedia di Shakespeare, con musica di Lorenzo Michele Pucci alla chitarra. Con mostra di tavole di Salvador Dalí per il Macbeth

Ore 21 Officina Teatrale degli Anacoleti, corso de Gregori 28, Vercelli

Volo

Spettacolo scritto, diretto e interpretato da Francesca Brizzolara. Produzione Tecnologia Filosofica.

In collaborazione con Officina Anacoleti

SABATO 26 OTTOBRE

Ore 11 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Il mondo in una stanza. Ricordo di una poetessa appartata

Proiezione del docufilm su Piera Oppezzo di Luciano Martinengo con dibattito. Con Maria Pia Quintavalla

Ore 12,15 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Omaggio ad Alda Merini

Letture e ricordi nel decimo anniversario della morte, con Ambrogio Borsani, curatore di Il suono dell’ombra (Mondadori). Con letture di Anna Jacassi e Mario Sgotto dall’antologia e da Confusione di stelle (Einaudi). Segue aperitivo poetico

Ore 17 Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli

Premio Lyra giovani. Reading di nuove voci della poesia italiana selezionate da Franco Buffoni

Con interventi e letture dalla collana “Lyra giovani” (Interlinea)

con la presenza, tra gli altri, di Maria Borio, Marco Corsi, Tommaso Di Dio,

Stefano Pini, Samir Galal Mohammed. Presenta Franco Buffoni. Presiede Luigi Di Meglio.

Ore 18,30

AfroWomenPoetry: voci dal Continente Nero

Reading di voci africane in video presentate da Antonella Sinopoli. Risotto finale in onore dei poeti

Risotto finale in onore dei poeti

DOMENICA 27 OTTOBRE

Ore 12 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Violenze sulle donne in guerra: la denuncia della poesia

Testimonianza in poesia di Mariastella Eisenberg autrice di Stupro di guerra con intervento di Luigi Bobba

Ore 21 Teatro Civico, via Monte di Pietà 15, Vercelli

Premio Brassens 2019. “Faccio la mia cosa”: incontro con Frankie hi-nrg mc

Partecipa Gian Luigi Carlone. Sarà consegnato il premio Brassens 2019 a Frankie hi-nrg mc, padre italiano del rap come poesia civile in musica

EVENTI A INGRESSO GRATUITO

PREMIO DI TRADUZIONE XV FESTIVAL POESIA CIVILE, 2019 ASSOCIAZIONE CULTURALE “IL PONTE”, VERCELLI

            L’Associazione culturale “Il Ponte”, nell’ambito del XV Festival di Poesia civile “Città di Vercelli” (23-27 ottobre 2019), in convenzione e collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici (DiSUm), e l’Université de la Savoie, Chambéry (che con il DiSUm condivide diverse lauree binazionali), bandisce un premio di traduzione di poesia civile inedita in Italia, destinato agli studenti del Disum.

            I docenti aderenti al progetto dell’Università del Piemonte Orientale, costituenti la Commissione appositamente nominata dal Direttore del Dipartimento, scelgono gli studenti idonei a partire dal terzo anno della laurea triennale e propongono loro un certo numero di testi inediti in Italia, da tradurre in italiano dalle lingue nordamericana, francese, inglese, spagnola, tedesca, o dall’italiano in francese (per gli studenti di Chambéry). Nel corso di seminari propedeutici alla traduzione poetica i docenti orientano e formano gli studenti che desiderano partecipare al concorso. I testi, inediti in lingua italiana, devono avere le caratteristiche della poesia civile, opera di autori degni di essere letti e diffusi, sia del passato che del presente, anche viventi.

            I testi tradotti sono valutati da una commissione, formata dal docente responsabile di ogni sezione e da almeno altri due docenti aderenti al progetto. La commissione redige una classifica e proclama il vincitore. I premi in palio sono cinque, uno per ogni sezione qui elencata: sezione nordamericana, sezione francese, sezione inglese, sezione spagnola, sezione tedesca.

            La Commissione è formata dai seguenti docenti del Corso di Laurea in Lingue Straniere Moderne e Lingue Culture Turismo dell’Università del Piemonte Orientale aderenti al progetto nell’ambito del XV Festival di Poesia civile “Città di Vercelli”: Elena Giovannini (Letteratura tedesca) Cristina Iuli (Letteratura nordamericana), Carla Pomarè e Marco Pustianaz (Letteratura inglese), Laurence Audéoud (Linguistica francese), Michele Mastroianni (Letteratura francese), Andrea Baldissera (Linguistica spagnola), Miriam Ravetto (Linguistica tedesca), Stefania Sini (Letterature comparate), con la collaborazione di Giusi Baldissone (già docente di Letteratura italiana per Lingue straniere e rappresentante del Festival di poesia civile).

            Agli studenti vincitori è assegnato un premio di euro 200 ciascuno, messo a disposizione dall’Associazione culturale “Il Ponte” di Vercelli, organizzatrice del Festival di Poesia civile.

            Le opere, con la presentazione dei curatori, sono pubblicate dal Festival: il primo volume dei Carmina civilia, a cura di Andrea Baldissera, è apparso presso Interlinea, Novara, nel 2013; il secondo, Carmina civilia II (a cura di Andrea Baldissera, ivi), nel 2016.

            I nomi dei vincitori sono proclamati al momento della premiazione, così pure i testi su cui sono state eseguite le traduzioni.

VINCITORI 2019

LETTERATURA INGLESE

Francesca BIANCHETTI (Magistrale in Lingue Culture Turismo), per la traduzione della poesia “Half-Caste” di John Agard, dalla raccolta Half-Caste, London, Hodder & Stoughton, 2005.

LETTERATURA FRANCESE

Debora RAMPONE (Magistrale di Lingue Culture Turismo), per la traduzione della poesia “A la prison de Montluc” (1943), dalla raccolta Ces voix toujours présentes. Anthologie thématique de la poésie européenne née dans les camps de concentration nazis 1933-1945″ (dir. Henri Pouzol), Reims, Presses Universitaires de Reims, 1995.

LETTERATURA NORDAMERICANA

Ex aequo Eleonora BELLINI e Rachele PONDRANO (Magistrale in Lingue Culture Turismo), per la traduzione della poesia “Border Crossing Simulation” di Natalie Scenters-Zapico, pubblicata sulla rivista Boulevard, n. 97, settembre 2017.

LETTERATURA SPAGNOLA

Arianna BARBANO (Magistrale in Lingue Culture Turismo), per la traduzione della poesia “VIVIENDAS FUNDACIÓN BENÉFICO-SOCIAL (Sector Sur, Córdoba, 1961-1965). Arquitecto: Rafael de la Hoz” di Isabel Pérez Montalbán, da Un cadáver lleno de mundo, Poesía Hiperión, Madrid, 2010.

LETTERATURA TEDESCA

Andrea BERTOLINI (Triennale in Lingue Straniere Moderne). Per la traduzione della poesia “Unter Tag” di Max von der Grün, da Wir tragen ein Licht durch die Nacht. Gedichte aus der Welt des Bergmanns, bearbeitet von F. Hüser / W. Köpping, Bochum, Aisthesis, 1960. 

I vincitori saranno proclamati il giorno 25 ottobre 2019 alle 16.30 alla Biblioteca Civica, via Galileo Ferraris 95, Vercelli, alla presenza del presidente dell’Associazione Culturale “Il Ponte”, dr. Luigi Di Meglio e di Giusi Baldissone, creatice e promotrice per molti anni del Premio di Traduzione.

Quando la poesia denuncia la violenza sulle donne: dibattito-reading sullo stupro di guerra con Luigi Bobba

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DOMENICA 27 OTTOBRE

Ore 12 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Violenze sulle donne in guerra: la denuncia della poesia

Testimonianza in poesia di Mariastella Eisenberg autrice di Stupro di guerra

con intervento di Luigi Bobba

Domenica 27 ottobre la libreria Mondadori di Vercelli, in via Cavour 4, ospita l’evento Violenze sulle donne in guerra: la denuncia della poesia con la testimonianza in poesia di Mariastella Eisenberg autrice di Stupro di guerra e con intervento di Luigi Bobba.

Dalla quarta di copertina di Stupro di guerra

Lo stupro di guerra è arma antica che continua ad essere usata sotto ogni cielo e con continuità, vittime le donne, e non solo; soprattutto non una sola volta, perché il frutto della violenza le costringe a negarsi come madri diventando matrigne della propria carne. Questo è, forse, l’aspetto più atroce della violenza subita, rivederla continuamente nell’innocenza dei figli partoriti, incolpevoli e colpevoli di esistere. Ecco il tema del libro di Mariastella Eisenberg, declinato nell’antichità attraverso Andromaca, già sposa di Ettore e madre di Astianatte, e poi come schiava di Pirro madre di Molosso; fino ai giorni nostri attraverso Amina, vittima di Boko Haram e madre anch’ella di una bambina senza nome.

Mariastella Eisenberg, nata a Napoli, vive a Caserta; docente nell’istruzione classica e poi dirigente negli istituti superiori. Di concerto con la Fondazione Premio Napoli, ha organizzato un gruppo di lettura presso il carcere di Lauro; ha avuto incarichi direttivi nell’Associazione neurofibromatosi e nel Comitato per l’abbattimento delle barriere architettoniche; ha redatto rubriche settimanali sulla diversabilità per il periodico “Il Caffè”; con l’associazione casertana Spazio donna è intervenuta a favore delle donne vittime di violenza; ha fatto parte per un triennio della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Caserta. Affianca a Caserta Casa Ruth, gestita dalle Orsoline di suor Rita Giarretta, luogo di recupero di donne vittime di tratta che accoglie insieme ai loro figli. Membro del direttivo della rinnovata rivista “Sud”, ha pubblicato: Perché ancora i Promessi Sposi, Marimar, Napoli 1989; Sara, Guida, Napoli 2005; Carovita, Lettere arti scienze 2009; Chiedi alle mani, Sovera, Roma 2009; Alfabetando, L’Aperia, Caserta 2011 (prefazione di Luigi Trucillo); Cantico nella parola svelata, Compagnia dei Trovatori, Napoli 2013 (prefazione di Silvio Perrella, nota di Bruno Galluccio); Madri vestite di sole, Interlinea, Novara 2013 (prefazione di Giampiero Neri, nota di Andrea Renzi); Viaggi al fondo della notte La migranza L’erranza La viandanza, Oèdipus, Salerno 2015 (prefazione di Ugo Piscopo, nota di Maram al-Masri); Il tempo fa il suo mestiere, Spartaco, Santa Maria Capua Vetere 2016; Il prete ebreo, Spartaco, Santa Maria Capua Vetere 2018.

Domenica gran finale con il premio Brassens al padre italiano del rap Frankie hi-nrg mc

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DOMENICA 27 OTTOBRE

Ore 21 Teatro Civico, via Monte di Pietà 15, Vercelli

Premio Brassens 2019. “Faccio la mia cosa”: incontro con Frankie hi-nrg mc

Presenta Gian Luigi Carlone. Sarà consegnato il premio Brassens 2019 a Frankie hi-nrg mc, padre italiano del rap come poesia civile in musica

Domenica 27 ottobre alle ore 21 presso il Teatro Civico di Vercelli, in via Monte di Pietà 15, verrà consegnato il Premio Brassen 2019 a Frankie hi-nrg mc (Francesco Di Gesù) con un evento-spettacolo di chiusura del festival, con un intervento di Gian Luigi Carlone. Ingresso libero.

Frankie hi-nrg mc, pseudonimo di Francesco Di Gesù (Torino, 18 luglio 1969), è un rapper e cantautore italiano di origini siciliane, nato a Torino e cresciuto tra Caserta e Città di Castello, è attivo fin dagli albori del movimento hip hop italiano dei primi anni novanta, con il quale ha affrontato prevalentemente tematiche riguardanti la politica e la società.

Esordisce nella scena musicale nel 1992 con la pubblicazione del singolo Fight da faida, brano contro le mafie in generale e la corruzione e che ha portato il rapper ad essere criticato da parte del mondo dei centri sociali, critiche alle quali ha risposto affermando che il ruolo del rapper è di insegnare a tutti e in tutti i luoghi.

Nel 1993 è stata la volta dell’album di debutto Verba manent, primo album rap italiano ad essere stato distribuito da una major; da esso sono stati estratti i singoli Faccio la mia cosa, Libri di sangue e Potere alla parola, oltre a una riedizione remixata di Fight da faida.

Nel 1995 pubblica il singolo Cali di tensione, che assieme a Fili, pubblicato due anni più tardi, ha anticipato il secondo album in studio La morte dei miracoli, pubblicato nel giugno 1997. Il singolo trainante è stato tuttavia Quelli che benpensano, realizzato in collaborazione con il cantautore romano Riccardo Sinigallia e premiato come canzone dell’anno al Premio italiano della musica. Il quarto ed ultimo singolo estratto è Autodafè.

Il 31 ottobre 2003 pubblica il terzo album in studio Ero un autarchico, anticipato dal singolo Chiedi chiedi il 3 ottobre. Altri singoli estratti dall’album sono Rap lamento e Gli accontentabili.

Il 29 febbraio 2008 pubblica il suo quarto album in studio, DePrimoMaggio e partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Rivoluzione, pubblicata come singolo il 1º marzo. Il brano canta dei crack finanziari italiani e della degenerazione politica e sociale dell’Italia e contiene un campionamento del brano Introduzione di Fabrizio De André, tratto dall’album Storia di un impiegato. La canzone si avvale della collaborazione dei cantautori Roy Paci e Enrico Ruggeri.

Nello stesso anno collabora all’album Herculaneum di Pandaj nella title track, recitando in latino il testo di Plinio il Giovane che racconta della storica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Nell’estate partecipa all'”Isola in collina”, concerto che si tiene ogni anno a Ricaldone, paese natale di Luigi Tenco. Nello stesso anno, durante il Premio Tenco, si è esibito con il rapper pugliese Caparezza con una versione di Quelli che benpensano estesa con alcune parti della canzone Fuori dal tunnel.

Nel 2011 partecipa al brano Numeri in collaborazione con Nathalie e Raf. Sempre nel 2011 partecipa al brano di Fiorella Mannoia Non è un film, al quale Amnesty International conferisce il Premio Amnesty Italia.

AfroWomenPoetry: una nuova proposta del festival con le voci poetiche dall’Africa subsahariana

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SABATO 26 OTTOBRE

Ore 18,30 Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli

AfroWomenPoetry: voci dal Continente Nero

Reading di voci africane in video presentate da Antonella Sinopoli.

Risotto finale in onore dei poeti

Sabato 26 ottobre si svolgerà al Museo Leone un reading di voci africane in video presentate da Antonella Sinopoli, fondatrice del progetto AfroWomenPoetry, un progetto socio-culturale che mira ad aprire una finestra sulla produzione poetica femminile dei Paesi dell’Africa Sub-Sahariana per dare alle donne l’opportunità di esprimere – attraverso i versi – le proprie storie, i propri drammi, le proprie speranze. Il progetto ha come obbiettivo la conoscenza a un pubblico sempre più vasto dell’assai ricco panorama artistico – in questo caso la poesia e lo slam– dei Paesi africani, superando ignoranze, stereotipi e pregiudizi sull’Africa e sugli africani.

Il progetto Voci Globali, che con la sua omonima Associazione di Promozione Sociale è editore del progetto, pubblica su temi riguardanti i diritti umani, migrazioni, questioni sociali, con uno sguardo particolare rivolto al continente africano.

I mezzi di diffusione della poetica femminile africana attraverso il progetto AfroWomenPoetry sono la piattaforma multilingue – in inglese, francese e italiano; la pagina YouTube; incontri, conferenze, spettacoli, workshop (abbiamo partecipato ad una trasmissione radiofonica a Radio CitiFM ad Accra e alla radio di Stato togolese, Radio Lomè). Alcune testate, riviste specializzate e agenzie di stampa hanno scritto del progetto. Inoltre, abbiamo avuto occasione di presentarlo in diversi eventi: nella sede del Comune di Padova, al Dipartimento di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Bologna in collaborazione con il progetto europeo Grace (Gender and Cultures of Equality) e, sempre a Bologna, in collaborazione con la biblioteca Amilcar Cabral e il Centro delle Donne. L’incontro con le poete prevede un momento di conoscenza reciproca, la presentazione di sé stesse in video e la registrazione- interpretazione in video di alcune loro poesie. I testi originali – raccolti e pubblicati sul sito insieme ai video e agli audio – vengono poi tradotti in italiano da traduttrici professioniste.

Il progetto AfroWomenPoetry è partito dal Ghana, la tappa successiva è stato il Togo e poi la Costa d’Avorio. Al momento hanno incontrato e registrato undici poete ghanesi per un totale di 34 poesie, nove poete e slameuse togolesi per un totale di 28 poesie e 10 poete e slameuse ivoriane per un totale di 32 poesie.

Antonella Sinopoli, giornalista, blogger, videomaker, è cofondatrice e direttrice responsabile di Voci Globali. Scrive soprattutto di Africa, diritti umani, questioni sociali, giornalismo e comunicazione. Da tempo tiene corsi, workshop e seminari sui pregiudizi che riguardano il continente africano, sull’informazione sull’Africa e dall’Africa e sui modelli comunicativi dei media occidentali. Segue progetti di sviluppo nei villaggi del Ghana per la Charity Ashanti Development per la quale cura anche la comunicazione. È stata per anni redattore dell’Adnkronos. Ha scritto – tra gli altri – per Peacereporter, L’Indro, Futuro Quotidiano e La Voce di New York. Vive tra l’Italia e il Ghana. Scrive anche per Africa Rivista.

“Lyra giovani”: le nuove voci poetiche italiane selezionate da Franco Buffoni e premiate dal festival

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SABATO 26 OTTOBRE

Ore 17 Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli

Premio Lyra giovani. Reading di nuove voci della poesia italiana

selezionate da Franco Buffoni

Con interventi e letture dalla collana “Lyra giovani” (Interlinea) con la presenza, tra gli altri,

di Maria Borio, Marco Corsi, Tommaso Di Dio, Stefano Pini, Samir Galal Mohammed.

Presenta Franco Buffoni. Presiede e premia Luigi Di Meglio.

Sabato 26 ottobre alle 17 il Museo Leone di Vercelli, in via Verdi 30, ospita un evento dedicato alla poesia giovane con la consegna del Premio Lyra giovani e reading delle nuove voci della poesia italiana selezionate da Franco Buffoni, direttore della collana Lyra giovani di Interlinea, che presenta l’incontro; presiede Luigi Di Meglio. Tra gli autori presenti segnaliamo di Maria Borio, Marco Corsi, Tommaso Di Dio, Stefano Pini, Samir Galal Mohammed.

Maria Borio, nata nel 1985, si è laureata in Lettere ed è dottore di ricerca in letteratura italiana. Ha pubblicato le raccolte Vite unite (XII Quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, Milano 2015) e L’altro limite (Pordenonelegge-Lieticolle, Pordenone-Faloppio 2017). Ha scritto le monografie Satura. Da Montale alla lirica contemporanea (Serra, Pisa 2013) e Poetiche e individui. La poesia italiana dal 1970 al 2000 (Marsilio, Venezia 2018). Cura la sezione poesia di “Nuovi Argomenti”. Trasparenza, nella collana “Lyra giovani” diretta da Franco Buffoni, è il suo primo vero libro di poesia.

Marco Corsi (1985) vive e lavora a Milano. Sue poesie sono apparse su: “Poeti e Poesia”, “Nuovi Argomenti”, “Atelier”, “Quadernario. Almanacco di poesia” e in diversi blog letterari come “Le parole e le cose” e “Poetarum Silva”. La sua ultima silloge, Da un uomo a un altro uomo, è stata pubblicata in Poesia contemporanea. Dodicesimo quaderno italiano (Marcos y Marcos, Milano 2015), a cura di Franco Buffoni, con una nota di Niccolò Scaffai. Nel 2015 ha vinto il primo premio Cetonaverde poesia – sezione giovani.

Tommaso Di Dio (1982), vive e lavora a Milano. É autore di Favole, Transeuropa, 2009, con la prefazione di Mario Benedetti. Ha tradotto una silloge del poeta canadese Serge Patrice Thibodeau, apparsa nell’Almanacco dello Specchio, Mondadori, 2009. Nel 2012 una scelta di suoi testi è stata pubblicata in La generazione entrante, Ladolfi Editore. Dal 2005 collabora all’ideazione e alla creazione di eventi culturali con l’associazione Esiba Arte, per la cui compagnia teatrale scrive testi. Nella sua città e in altre, partecipa agli incontri di poesia Fuochi sull’acqua.

Stefano Pini è nato nel 1983 a Treviglio, in provincia di Bergamo e verso Milano, dove vive. Ha pubblicato la silloge Sentimentale Jugend in Poesia contemporanea. Tredicesimo quaderno italiano (Marcos y Marcos, Milano 2017) e la raccolta in versi Anatomia della fame (La Vita Felice, Milano 2012). Dal 2007 al 2017 è stato condirettore di Trevigliopoesia – Festival di poesia e videopoesia.

Samir Galal Mohamed (Sassocorvaro, 1989) è un poeta italiano di origini egiziane. La sua silloge Fino a che sangue non separi compare in Poesia contemporanea. XII Quaderno Italiano (Marcos y Marcos, 2015). Suoi testi appaiono regolarmente in riviste cartacee e online. Vive a Milano, dove insegna filosofia e storia nelle scuole superiori. Questo inedito confluirà nel suo primo libro di poesia, in corso di pubblicazione per Interlinea, nella collana “Lyra giovani” a cura di Franco Buffoni.

Omaggio in libreria ad Alda Merini nel decimo anniversario con i ricordi personali di un amico e lettura di poesie

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SABATO 26 OTTOBRE

Ore 12,15 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Omaggio ad Alda Merini

Letture e ricordi nel decimo anniversario della morte, con Ambrogio Borsani, curatore di Il suono dell’ombra (Mondadori)

Con letture di Anna Jacassi e Mario Sgotto dall’antologia e da Confusione di stelle (Einaudi). Segue aperitivo poetico

Sabato 26 ottobre alle ore 12,15 la libreria Mondadori di Vercelli, in via Cavour 4, dedica un appuntamento alla memoria della poetessa Alda Merini nel decimo anniversario della morte, con ricordi e letture di Anna Jacassi e Mario Sgotto dall’antologia Il suono dell’ombra, edito da Mondadori e da Confusione di stelle, edito da Einaudi, con la partecipazione del curatore dell’antologia Ambrogio Borsani. Seguirà un aperitivo poetico.

Dalla quarta di copertina di Il suono dell’ombra. Poesie e prose 1953-2009, di Alda Merini, a cura di Ambrogio Borsani, Mondadori, 2018

Poetessa amatissima, personaggio trasgressivo e commovente che ha saputo parlare direttamente al cuore del popolo, Alda Merini ha rappresentato un caso del tutto particolare nella storia letteraria del Novecento italiano. In questa ricca antologia, che ne raccoglie tutti gli scritti importanti in poesia e in prosa, sono riproposte per intero le raccolte poetiche degli inizi: La presenza di Orfeo (1953), Nozze romane (1955), Paura di Dio (1955), Tu sei Pietro (1962), nelle quali si intrecciano temi mistici e slanci erotici, interrogativi estremi senza risposta. Il volume comprende poi notissimi e più recenti titoli come Vuoto d’amore (1991), Ballate non pagate (1995), Superba è la notte (2000) e Il carnevale della croce (2009). In questi versi l’autrice conferma la potenza della sua lirica, estranea a qualunque “linea” o “corrente”, nella quale si mescolano passione e tenerezza, ironia e sarcasmo, gioco e disperazione, nel segno di un’urgenza assoluta di fare poesia. Le prose autobiografiche L’altra verità (1986) e Lettere al dottor G. (2008), infine, testimoniano la straziante discesa negli inferi del manicomio.

Dalla quarta di copertina di Confusione di stelle, di Alda Merini, a cura di Ornella Spagnulo, Einaudi, 2019

Gli anni ottanta, dopo il ricovero manicomiale, sono stati il periodo d’oro per la poesia di Alda Merini, basti pensare a due raccolte-capolavoro come La Terra Santa, pubblicata da Scheiwiller nel 1984, e Testamento, pubblicata da Crocetti nel 1988 a cura di Raboni. E proprio al quadriennio 1982-85 risale la settantina di poesie ritrovate nella corrispondenza di Oreste Macrí da Riccardo Redivo e Ornella Spagnulo, insieme a molte lettere della poetessa che si rivolgeva all’amico critico sia per questioni letterarie sia per questioni legate alla sua complicata vita familiare. E infatti una parte di queste poesie trattano in versi gli stessi argomenti delle lettere: in particolare il rapporto con il secondo marito, il poeta e medico Michele Pierri. Le poesie sono dunque del miglior livello nella vasta produzione della poetessa e non risentono di quel certo automatismo del periodo piú tardo. Ad accompagnarle nel volume anche quattro racconti e quattro originalissime auto-interviste.

Il mondo in una stanza: in un docufilm d’autore la memoria di Piera Oppezzo e della sua poesia controcorrente

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SABATO 26 OTTOBRE

Ore 11 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Il mondo in una stanza. Ricordo di una poetessa appartata

Proiezione del docufilm su Piera Oppezzo di Luciano Martinengo con dibattito.

Con Maria Pia Quintavalla

Sabato 26 ottobre alle 11 la Libreria Mondadori di Vercelli, in via Cavour 4 ospita la proiezione del docufilm Il mondo in una stanza: Piera Oppezzo poeta di Luciano Martinengo a cui seguirà un dibattito, con la presenza di Maria Pia Quintavalla. Piera Oppezzo, riconosciuta come una delle voci più innovative (e difficili) della poesia italiana contemporanea, era anche una persona chiusa in un suo mistero, inscalfibile e difficilmente conoscibile, come avvolta in una bolla di affascinante lontananza. Ha fatto la sarta (da ragazzina), la commessa, la dattilografa, la collaboratrice editoriale. Militante extraparlamentare negli anni sessanta, ha poi partecipato a un gruppo di autocoscienza femminista. A metà degli anni settanta ha organizzato con altre donne il collettivo “Pentole e fornelli” girando l’Italia con uno spettacolo di canzoni e testi vari. Pur avendo partecipato ai grandi sommovimenti politici di fine anni Sessanta, non ha mai cessato di dedicarsi alla scrittura che rappresentava da sempre la sua ragione di vita. Cercando di scoprire elementi chiarificatori della sua esistenza e la fonte del suo stile pietroso e implacabilmente coerente, il documentario va alla ricerca di chi l’ha conosciuta, o, per meglio dire, avvicinata nel corso degli anni.

Piera Oppezzo, nata a Torino il 2 agosto 1934, è vissuta a Milano dal 1966. Ha fatto la sarta (da ragazzina), la commessa, la dattilografa, la collaboratrice editoriale (Einaudi, Rai, Feltrinelli, Guanda, SE). Militante extraparlamentare negli anni sessanta, ha poi partecipato a un gruppo di autocoscienza femminista. A metà degli anni settanta ha organizzato con altre donne il collettivo “Pentole e fornelli” girando l’Italia con uno spettacolo di canzoni e testi vari. Dopo alcune coabitazioni, è andata a vivere da sola in un appartamento della storica casa occupata di via Morigi 8 e, negli ultimi due anni, in una casa “protetta” del Comune in corso Lodi. È morta in solitudine il 19 dicembre 2009 nell’Eremo di Miazzina, sul lago Maggiore.

Dalla quarta di copertina di Una lucida disperazione di Piera Oppezzo, 2016

«Il poetico è un equivoco che detta sentimenti equivoci» affermava Piera Oppezzo in una rara intervista degli anni settanta. Voce solitaria della poesia italiana contemporanea, si è identificata caparbiamente con una vocazione alla ricerca estrema che era già implicita in quelle parole. La sua poesia è un’esperienza impervia, un capogiro intellettuale, piacere raffinato per pochi. Una parabola di mezzo secolo, da percorrere e ripercorrere, meravigliando nella scoperta di un incessante rovello. Ma è proprio vero che nella vita «o si vive o si scrive»?

Maria Pia Quintavalla, nata a Parma, vive a Milano. Tra i suoi libri ricordiamo: Lettere giovani (Campanotto, 1990), Le Moradas (Edizioni Empiria Ass. Cult., 1996), Estranea (con una introduzione di A.Zanzotto, Manni, 2000), Corpus solum (Archivi del ‘900, 2002), Album feriale (Archinto Editore, 2005), Selected Poems (Gradiva 2008), China (Effige 2010), I Compianti (Effigie 2013 poi 2015). Cura dal 1985 la rassegna e relative antologie, Donne in poesia e le nuove rubriche Scrivere al buio (alla Casa della poesia di Milano ), Le Silenziose (al festival Book City di Milano), Muse, Autori Resurrezioni (Expoincittà). È tradotta in varie lingue ed inclusa in una moltitudine di antologie. Collabora con Laboratori di scrittura a Lettere presso l’ Università degli studi di Milano e all’Università di  Parma.

In scena il “Volo” contro la violenza sulle donne di Francesca Brizzolara con l’Officina degli Anacoleti

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VENERDÌ 25 OTTOBRE

Ore 21 Officina Teatrale degli Anacoleti, corso de Gregori 28, Vercelli

Volo. Il primo passo è staccarsi

scritto, diretto e interpretato da Francesca Brizzolara. Produzione Tecnologia Filosofica.

In collaborazione con Officina Anacoleti

Uscire da una situazione di costrizione, oltrepassare la linea di pericolo di un confine blindato e opprimente, svincolarsi dal rapporto vittima-carnefice. Il primo passo è staccarsi: abbandonare relazioni invivibili e pericolose per ricominciare a volare. Il “Volo” di Francesca Brizzolara, autrice, regista e interprete, che in scena, parte proprio da quel primo e difficile passo, che in molti casi la donna non riesce a fare, trascorrendo magari tutta la vita isolata, in un guscio di menzogna, attivando strategie di sopravvivenza per proteggersi da una violenza latente che potrebbe sfogarsi in qualsiasi momento. Pur di non rompere quell’equilibrio precario, pur di non sgretolare quell’ idea di famiglia che rende rispettabili, “nella norma”. Lo spettacolo, anteprima del Festival Morenica e prodotto da Tecnologia Filosofica, Morenica-Cantiere Canavesano, si realizza con il sostegno di Regione Piemonte, TAP (Torino Arti Performative), La grande invasione, La casa delle donne di Ivrea in collaborazione con Progetto Violetta-la forza delle donne, Spazio Baobab, Comune di Burolo. “Volo” è la possibilità di andare via, prima che il peggio possa accadere, dal punto di vista di una donna che riesce a scappare dalla propria prigione e a ricostruirsi una nuova vita. Ne esce un racconto toccante che si inoltra nella durezza del tema pur cercando con coraggio di strappare qualche sorriso. Articolato in otto quadri che raccontano un tempo presente, agito e vissuto dalla protagonista, “Volo” è il percorso di una libertà conquistata passo dopo passo. I vari quadri si snodano tra luoghi fisici (interno casa/esterno) e luoghi dell’anima (il cuore, la determinazione, la liberazione, ecc.), tra luoghi reali e luoghi del mito. Il pavimento della scena è ricoperto di foglie e la donna si disegna gli spazi del proprio labirinto, in una sorta di Dogville d’appartamento che muta con il racconto di sé, capace di segnare conquiste e perdite, di rivelare un’identità che sorprende lo spettatore con i suoi continui spostamenti di referente, allenandolo a spostare l’attenzione e a riconoscersi nelle varie situazioni vissute, senza giudizio. Lo spettacolo, creato in forma di studio per la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne 2018, si rivolge alle donne, ma anche agli uomini, due metà dello stesso cielo, due autori entrambi pienamente responsabili dell’incastro di coppia che si ritrovano a vivere.

Officina Teatrale degli Anacoleti: è stata costituita nel 2006 per volontà di sedici allievi del corso d’avviamento al Teatro tenutosi presso il circolo culturale Officine Sonore in via Ugo Shilke a Vercelli dall’ottobre 2005.
 Le origini dell’Officina Teatrale non risiedono tuttavia nel mero desiderio di costituire un’Associazione fine a se stessa, bensì nel proponimento di convogliare le passioni e le aspirazioni lentamente germogliate nei cuori degli stessi allievi durante la loro esperienza di formazione, per sviluppare e promuovere la crescita di una scuola e di una compagnia stabile, con l’obiettivo di realizzare produzioni teatrali in cooperazione, sinergia e scambio con realtà d’altre città italiane per un nuovo sviluppo del Teatro nella nostra città e nel nostro paese.

La tragedia del Macbeth riletta da Roberto Piumini fra arte e musica con le immagini di Salvador Dalì: un evento

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VENERDÌ 25 OTTOBRE

Ore 18 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Aperitivo con Macbeth: lettura in musica

Roberto Piumini legge dalla sua nuova traduzione della tragedia di Shakespeare,

con musica di Lorenzo Michele Pucci alla chitarra

Con mostra di tavole di Salvador Dalí per il Macbeth

Venerdì 25 ottobre alle ore 18 presso la Libreria Mondadori di Vercelli in via Cavour 4,il festival propone l’appuntamento Aperitivo con Macbeth: lettura in musica, Roberto Piumini leggerà dalla sua nuova traduzione della tragedia di Shakespeare, con accompagnamento musicale di Lorenzo Michele Pucci alla chitarra. Sarà visitabile anche una mostra di tavole di Salvador Dalí per il Macbeth.

Dalla quarta di copertina della nuova traduzione di Macbeth

La tragedia più cruenta e ambigua di William Shakespeare – a partire da personaggi complessi come Lady Macbeth – torna in un’edizione del tutto nuova in Italia: nella traduzione (di Roberto Piumini) e nell’apparato di immagini (tavole di Salvador Dalí). L’opera mette in scena gli effetti fisici e psicologici devastanti provocati da un’ambizione politica volta all’interesse personale, sullo sfondo di sentimenti umani complessi e universali: «l’amore che ci è dato, qualche volta, è un po’ molesto: ma poiché è amore lo si gradisce sempre».

Roberto Piumini

Roberto Piumini, nato a Edolo in Valcamonica nel 1947, vive tra Milano e Buonconvento presso Siena. È autore di libri dal 1978: romanzi, racconti, poemi, poesie e traduzioni. Per bambini e ragazzi è tra gli scrittori italiani più conosciuti e suoi testi sono tradotti all’estero. Per i lettori adulti è autore di romanzi e di fortunate raccolte di poesia. Ha tradotto i sonetti di Shakespeare per Bompiani e poemi di Browning per Interlinea. In campo poetico, da Feltrinelli è in uscita La nuova commedia. Per Interlinea ha pubblicato la raccolta di poesie Non altro dono avrai.

Il Festival di poesia civile premia i giovani traduttori dell’Università del Piemonte Orientale

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VENERDÌ 25 OTTOBRE

Ore 16,30 Biblioteca Civica, via Galileo Ferraris 95, Vercelli

Premio di traduzione di poesia civile inedita in Italia

riservato agli studenti universitari a cura dei docenti dei corsi di laurea in Lingue e letterature straniere moderne dell’Università del Piemonte Orientale in collaborazione con l’Université de Savoie (Chambéry). Presenta Andrea Baldissera

Venerdì 25 ottobre un nuovo appuntamento presso la Biblioteca civica di Vercelli in via Galileo Ferraris 95 per la consegna del premio di traduzione di poesia civile inedita in Italia riservato agli studenti universitari a cura dei docenti dei corsi di laurea in Lingue e letterature straniere moderne dell’Università del Piemonte Orientale in collaborazione con l’Université de Savoie (Chambéry). Presenta l’evento Andrea Baldissera.

Andrea Baldissera è professore ordinario di Lingua Spagnola, presso l’Università del Piemonte Orientale. Filologo, ha pubblicato diverse edizioni critiche, e dedicato studi e approfondimenti agli aspetti traduttologici e storico-linguistici delle versioni di opere classiche e moderne: dalle ispanizzazioni della letteratura greca (Omero, Iliade e Odissea) e latina (Cicerone, Pro Marcello; Virgilio, Eglogla IV; Stazio, Tebaide; Livio; Frontino) ai volgarizzamenti della latinità medievale (Libro de los ejemplos por ABC; Petrarca, Invective contra medicum e De vita solitaria; Pio II, Epistola ad Mahumetum Turcorum principem), sino ad adattamenti iberici del teatro metastasiano (Ramón de la Cruz, Aquiles en Sciro).

In passato il festival ha prodotto due antologie (Carmina civilia. Premio di traduzione poetica 2011-2012, a cura di Andrea Baldissera, 2013; Carmina civilia II. Premio di traduzione poetica 2013-2015, con la stessa curatela, 2016) e una riflessione sulla Poesia civile. Contributi per un dibattito, come si intitolano gli atti della tavola rotonda del 2009, con testi di Testi di Laurence Audéoud, Giusi Baldissone, Federico Bindi, Guido Carboni, Marina Castagneto, José Manuel Martín Morán, Judit Papp, Miriam Ravetto, Stefania Sini, a cura di Giusi Baldissone. La funzione della poesia nella vita civile è tema complesso e attuale: questa raccolta di relazioni, frutto della tavola rotonda organizzata in occasione della quinta edizione del Festival di poesia civile di Vercelli, offre un panorama vasto e ricco di stimoli: la letteratura e la cultura francese engagées nel saggio di Laurence Audéoud; la prospettiva civile nella letteratura italiana, offerta da Giusi Baldissone; le proposte per una riflessione teorica nell’intervento di Federico Bindi; l’ottica comparatistica, sia con la letteratura nordamericana che con quella russa, negli interventi di Guido Carboni e Stefania Sini; l’analisi linguistica delle forme in cui la poesia civile si manifesta nel contributo di Marina Castagneto; la poesia spagnola nel suo incontro con la canzone d’autore, proposta da José Manuel Martín Morán; gli esempi ungheresi e tedeschi, nei saggi rispettivamente di Judit Papp e di Miriam Ravetto. Gli autori si pongono l’obiettivo, da una parte, di offrire esempi di poesia civile nella storia e, dall’altra, di verificare e giustificare la funzione della poesia nell’età contemporanea nel tentativo, come scrive Giusi Baldissone nella presentazione, di offrire «una sorta di manifesto» da proporre «alla riflessione e all’ulteriore approfondimento, per gli anni a venire».