FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA CIVILE — XXII EDIZIONE

Vercelli, 18-21 novembre 2026

VERCELLI, Seminario arcivescovile
Ore 21. XXII PREMIO FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA CIVILE
assegnato a JORGE RIECHMANN
Saluti di Menico Rizzi e Luigi Di Meglio
Presentazione letteraria di Andrea Baldissera.
Reading e dialogo con l’autore a cura di Andrea Baldissera e di Francesca Patano

DALLA SPAGNA AL PIEMONTE
La comunità scolastica incontra il poeta Jorge Riechmann

Ore 9.30. VERCELLI, IIS “Lagrangia”
A cura dei docenti dell’IIS “Lagrangia” con Matteo Mancinelli
Ore 12. IIS “Avogadro”
A cura dei docenti dell’IIS “Avogadro” con Andrea Baldissera

VERCELLI, Università del Piemonte Orientale, Sala riunioni di Palazzo Tartara
Ore 15. A QUEST’ALTEZZA
La comunità studentesca incontra il poeta Jorge Riechmann. A cura dei docenti UPO

VERCELLI, IIS “Cavour”
Ore 10. Dalla Spagna al Piemonte
La comunità scolastica incontra il poeta Jorge Riechmann
A cura di Andrea Baldissera e dei docenti dell’IIS “Cavour”

BORGOMANERO, Istituto Don Bosco
Ore 11. Laboratorio di scrittura poetica
Con il poeta e docente universitario FEDERICO ITALIANO
A cura di Marco Merlin

VERCELLI, Aula magna IC “G. Ferraris”
Ore 12. La poesia contro la guerra. La parola ai bambini
Incontro-laboratorio con ANNA LAVATELLI a partire da Il cannone Bum!

VERCELLI, Libreria Mondadori
Ore 17. Presentazione del volume La tumba de Brodsky / La tomba di Brodskij di Jorge Riechmann (Venezia Sinopia)
Dialoga con l’Autore il curatore Alessandro Mistrorigo

BORGOMANERO, Fondazione Marazza
Ore 17.30. PREMIO MARAZZA alla carriera per la traduzione a FEDERICO ITALIANO
Con reading e mostra a cura agli studenti dei Licei dell’istituto Don Bosco di Borgomanero
Presentazione di Giovanni Cerutti e Marco Merlin

VERCELLI, Aula Magna Università del Piemonte Orientale (Cripta di Sant’Andrea)
Ore 20.45. PREMIO INTERATENEO DI TRADUZIONE DI POESIA CIVILE INEDITA IN ITALIA “GIUSI BALDISSONE”
Keynote speech di FEDERICO ITALIANO
Introduzione di Andrea Baldissera.
Proclamazione delle vincitrici e dei vincitori

VERCELLI, UPO, Sala conferenze del Rettorato
Ore 17. MARATONA DI POESIA
con reading di Maddalena Bergamin, Matteo Bianchi, Leonardo Fortino, Andrea Temporelli
Nell’occasione: conferimento del PREMIO LYRA GIOVANI a FRANCESCO OTTONELLO
con presentazione di Franco Buffoni (in videocollegamento)
A seguire:
POESIA IN MUSICA. Ricordo di Fabrizio De André
Intervento di Giovanni Cerutti curatore di De André il corsaro

Quando la poesia narra storie fragili di scuola. Incontro a Mendrisio con Andrea Bianchetti

Tag

, , , ,

Le parole sono uno strumento potente, in grado di ferire, ma anche di salvare. Andrea Bianchetti racconta le storie difficili dei ragazzi che ha conosciuto durante gli anni di insegnamento.

Per l’ultimo incontro dell’edizione 2025, il festival di poesia civile cambia ambientazione e si sposta in Svizzera, a Mendrisio. Qui, domenica 9 novembre alle ore 11 presso la biblioteca LaFilanda, si svolgerà l’evento “Quando la poesia narra storie fragili di scuola” con l’autore Andrea Bianchetti in dialogo con Maria Grazia Rabiolo. Durante la mattinata interverrà Anna Biscossa e si terrà un reading dall’opera Al figlio del pugile tremano le mani (Interlinea, 2025).

Andrea Bianchetti, nato a Milano nel 1984, vive a Bellinzona nella Svizzera italiana e fa l’insegnante nelle scuole professio­nali. Ha pubblicato diverse piccole collezioni di poesie: Sparami amore di cera (Alla Chiara Fonte, 2007), Estre­me visioni di bianco (Alla Chiara Fonte, 2012) e, in collaborazione con l’associazione teatrale ticinese Opera retablO, Carneficine (ANAedizioni, 2013). Nel 2019 è uscito, per le edizioni Sottoscala, Gratosoglio, un poema dedicato alle origini, alla casa. Nel 2022 esce, per le edizioni Il Verziere di Locarno, Una poesia lunga.

Al figlio del pugile tremano le mani è una raccolta di poesie dedicata alla scuola professionale ticinese e ai ragazzi incontrati dall’autore nel corso dei suoi anni di insegnamento: ragazzi dalle storie difficili, spesso sconfitti o smarriti, ai quali Bianchetti vuole far capire quanto sono importanti e quanto vale realmente la loro vita.

«io mi sono accorto, / mi sono accorto di tutti voi. / il mio paradiso portatile».

Premio Lyra giovani a Paolo Steffan

Tag

, , , ,

Frutto di un lavoro ultradecennale il canzoniere Una goccia di bene vale a Paolo Steffan il premio Lyra giovani, consegnato sabato 8 novembre al museo Leone.

Il Museo Leone resta come scenario anche per la cerimonia di premiazione del Premio Lyra giovani. Sabato 8 novembre alle ore 17,30 Franco Buffoni aprirà la serata con un’introduzione sull’opera premiata di Paolo Steffan, Una goccia di bene.

L’autore è nato a Conegliano nel 1988. Ha scritto monografie sulla poesia di Andrea Zanzotto (2012), Luciano Cecchi nel 2016 ed Edith Bruck (2023). Con Giuliano Galletti ha curato due volumi di carattere storico-biografico: Sebastiano Barozzi e la sua Cronaca del popolo (2016) e Germoglia il silenzio. Vita di Giocondo Pillonetto (2020). In poesia ha pubblicato la raccolta In deserto (2018), mentre la silloge Frantumi è stata inserita nel Quattordicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2019). Ha vinto il premio italo-russo Raduga 2019 per la narrativa breve. Dal 2016 fa parte della giuria del premio di poesia Arcipelago Itaca. Lavora come docente di discipline letterarie nella scuola secondaria.

Una goccia di bene ha richiesto anni di lavoro e di ricerca sul tempo, sulla bellezza e sul reale. Un dialetto antico è in dialogo con l’italiano su temi sempre attuali come l’amore, il lavoro, il rapporto uomo-natura, la memoria, il nesso realtà-linguaggio e la ricerca di Dio.

Sabato pomeriggio all’insegna della poesia con ospiti internazionali

Tag

, , , ,

Continuano gli appuntamenti al Museo Leone che nel pomeriggio di sabato 8 novembre diventa teatro della Maratona di poesia.

Dalle 16 di sabato 8 novembre il Museo Leone ospiterà diversi ospiti nazionali e internazionali che prenderanno parte alla Maratona di Poesia. Il primo a intervenire sarà il poeta senegalese Cheikh Tidiane Gaye con “Conflitto e poesia in Africa”. Gaye è autore di componimenti poetici e testi in prosa il cui fulcro è sempre un forte impegno sociale e culturale. Le sue opere sono tutte in lingua italiana, aspetto sul quale l’autore insiste molto perché considera l’italiano come mezzo di contatto e unione tra tutti i popoli che abitano il paese.

Segue “La Sicilia salverà il mondo” con Renato Pennisi, autore di vari libri di poesia tra cui l’ultimo intitolato La Sicilia salverà il mondo (Interlinea, 2025).

La maratona si chiuderà con il contributo “La guerra è ingiusta, anche a parole” dei poeti ucraini Alex Averbuch e Yrina Shuvalova, presentati da Alessandro Achilli.

Alex Averbuch è poeta, traduttore e studioso. Al momento è ricercatore (assistant professor) di Letteratura e Cultura Ucraina presso il Dipartimento di Slavistica dell’Università del Michigan. L’ultima cena del mio corpo, una raccolta delle ultime poesie dell’autore accomunate dal tema della guerra, è stato tradotto e pubblicato in Italia da Interlinea del 2025.

Yrina Shuvalova è una poetessa, traduttrice e ricercatrice ucraina. I suoi componimenti sono stati inseriti in antologie e in periodici ucraini e stranieri e tradotti in trentadue lingue. Shuvalova ha ottenuto molti riconoscimenti sia per le sue traduzioni sia per la poesia. Tra le sue opere si ricordano Ran (2011), Os (2014), Az (2014), Stoneorchardwoods (2014) e Endsongs (2024) in ucraino e Pray to the Empty Wells (2019) in inglese. Canzoni alla fine (Interlinea, 2025) segna una svolta nella sua poetica che è stata inevitabilmente toccata dall’invasione russa.

«Cancello da una vita ma il mio cancellare non l’ho mai usato come forma di censura»

Tag

, , , , ,

L’artista Emilio Isgrò si racconta attraverso le sue opere e la sua scrittura in un incontro che vuole insegnare a tenere sempre viva la memoria del passato.

Sabato 8 novembre alle ore 12 il museo Leone di Vercelli ospiterà Emilio Isgrò e la sua arte, infatti l’evento prevede l’esposizione di alcune opere e letture da L’avventurosa vita di Emilio Isgrò, pubblicato nel 1975 e ripubblicato da Interlinea nel 2025.

Quest’opera singolare è raccontata da chi dovrebbe leggerla: 327 testimoni forniscono un ritratto dell’autore sconcertante e contraddittorio, lasciando spazio ad altre possibili testimonianze. Le moderne tecniche di “coinvolgimento”, anche quelle più avanzate, vengono così mostrate lucidamente e sarcasticamente per quello che sono: strizzate d’occhio a un pubblico di “intenditori”. Non c’è bisogno di precisare, perché il lettore non scambi il libro per un’autobiografia, che le dichiarazioni comprese nel romanzo (tranne una o due) sono tutte inventate. Da chi non si sa.

Emilio Isgrò, nato a Barcellona di Sicilia nel 1937 è artista concettuale e pittore di fama internazionale ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista. A partire dagli anni sessanta ha dato vita a un’opera tra le più rivoluzionarie e originali, che gli ha valso diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia e il primo premio alla Biennale di San Paolo. Dal 1956 vive e lavora a Milano, salvo una parentesi a Venezia tra il 1960 e il 1967 in cui è stato responsabile delle pagine culturali del “Gazzettino”. Le sue mostre sono programmate nei maggiori musei del mondo.

Riguardo la forma d’arte che lo ha reso celebre, ovvero la cancellatura, l’autore precisa: «Cancello da una vita ma il mio cancellare non l’ho mai usato come forma di censura, ma come riflessione sul linguaggio umano. La mia è una forma di riflessione sulla realtà e comunicazione tra gli uomini. Il mio lavoro è il contrario della cancel culture: oggi sono in molti a chiedermi cosa ne penso e io sono diventato una specie di convitato di pietra dei misfatti di Don Giovanni. […] Cancellare, non uccidere ma queste sono le mie intenzioni, non di altri. Bisogna, però, tenere bene a mente che, purtroppo, la censura può esistere nelle migliori democrazie e tornare. Se la cancel culture avesse anche la più nobile delle intenzioni, si deve tener conto – citando Gide – che le buone intenzioni portano spesso all’inferno, che la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni».

Festival internazionale di Poesia Civile