Maurizio Cucchi premiato per la traduzione dalla Fondazione Marazza

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La XXI edizione del festival conferisce un riconoscimento per la traduzione a un grande traduttore e poeta, già premiato alla carriera dal festival di poesia civile nel 2021.

Venerdì 7 novembre alle ore 18, la Fondazione Marazza di Borgomanero ospiterà la cerimonia di premiazione del premio “Marazza alla carriera per la traduzione”, quest’anno assegnato a Maurizio Cucchi. L’evento sarà presentato da Giovanni Cerutti, con un intervento di Marco Merlin e reading. Alla serata prenderanno parte anche gli studenti del liceo classico Don Bosco che contribuiranno con alcune letture.

Maurizio Cucchi, nato a Milano nel 1945, è poeta, consulente letterario, pubblicista e traduttore. Tra le sue raccolte poetiche ricordiamo Il disperso (1976), Glenn (1982) con cui si è aggiudicato il premio Viareggio, Poesia della fonte (1993) che gli è valsa il premio Montale, Malaspina (2013) con cui ha ottenuto il premio Bagutta, Sindrome del distacco e tregua (2019) e La scatola onirica (2024).

Ha curato con Stefano Giovanardi l’antologia Poeti italiani del secondo Novecento. 1945-1995 (1996, nuova edizione 2004) e ha raccolto saggi e articoli in Cronache di poesia (2010).

Tra i suoi romanzi citiamo Il male è nelle cose (2005), La maschera ritratto (2011), L’indifferenza dell’assassino (2012), La vita docile (2020).

Nel 2021 ha vinto il premio alla carriera del festival di poesia civile di Vercelli. Tra le principali opere di poesia di autori stranieri che Maurizio Cucchi ha tradotto in italiano si possono segnalare: Alphonse de Lamartine, uno dei grandi lirici francesi dell’Ottocento; Stéphane Mallarmé, Jacques Prévert, Pierre de Malherbe, Paul Valéry.

Premio “Occhio insonne” per il cinema ad Adil Azzab

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Cinema e poesia sono due arti in costante compenetrazione, entrambe riescono a evocare emozioni e forti sensazioni utilizzando due linguaggi diversi, ma complementari: le immagini e le parole. Per questo il festival di poesia civile sceglie di dedicare un pomeriggio al cinema, assegnando il premio “Occhio insonne”.

Venerdì 7 novembre alle ore 16, presso il cinema teatro Italia di Vercelli si terrà la cerimonia di premiazione del premio “Occhio insonne” quest’anno conferito al regista marocchino Adil Azzab per il film My name is AdiL. Durante l’evento è prevista un’intervista a cura di Samuele Iaquinto e Mounya Allali, con presentazione di Giorgio Simonelli.

My name is AdiL racconta una storia vera, in cui molti bambini e ragazzi possono immedesimarsi. Mosso dalla volontà di sfuggire a un destino già scritto per lui e dal desiderio di poter studiare, Adil fugge dal villaggio marocchino in cui vive con la madre, i fratelli, il nonno e lo zio, per raggiungere il padre a Milano. La voce di Adil accompagna l’intera narrazione, seguendo le orme del ragazzo adolescente e poi uomo che dopo dieci anni di assenza dal Marocco decide di tornare per scoprire che quel villaggio sarà sempre parte della sua personalità.

Girato solamente con due macchine fotografiche, nel film giocano un ruolo fondamentale la scelta dell’inquadratura, il colore e la dissolvenza: gli strumenti attraverso cui è possibile comprendere i sentimenti di Adil e il suo stato d’animo. Gli elementi che rendono il film una vera e propria poesia.

Omaggio a Sebastiano Vassalli

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I segreti di Vassalli dieci anni dopo la sua scomparsa in un incontro con video-documentario e inediti a partire da un libro sull’autore della Chimera che ha raccontato in Terre selvagge anche il Vercellese, tra narrativa, storia e territori.

Venerdì 7 novembre alle ore 11.30 l’Aula Magna dell’Università del Piemonte Orientale (Cripta Sant’Andrea) sarà teatro della proiezione del video-documentario Cercando Zardino. La pianura della “Chimera” di Mario Tosi. Durante la mattinata interverranno Cecilia Gibellini e Luciano Curreri, con Roberto Cicala.

L’incontro è anche l’occasione per annunciare l’uscita della prima guida all’opera dello scrittore che ha iniziato come poeta: Raccontare l’Italia. I libri di una vita di Sebastiano Vassalli di Roberto Cicala (Il Mulino). «Ho raccontato l’Italia» ha infatti scritto nella pagina finale del suo ultimo romanzo Vassalli, scomparso nel 2015 dopo cinquant’anni di libri da «viaggiatore nel tempo» e di articoli giornalistici da «bastian contrario». Il volume contiene inediti, antologia della critica e la prima bibliografia completa, ma soprattutto emerge l’idea di Vassalli che la letteratura sia «vita che rimane impigliata in una trama di parole».

Sebastiano Vassalli nasce a Genova nel 1941 ma fin da bambino vive a Novara. Tra gli anni sessanta e settanta partecipa alle vicende della neoavanguardia nell’ambito del Gruppo 63, all’inizio dipingendo e fondando una piccola casa editrice e riviste quali “Ant.Ed.” e “Pianura”. Esordisce con testi poetici affermandosi con alcune prose sperimentali, come Narcisso del 1968, cui seguono Tempo di màssacro e L’arrivo della lozione (Einaudi). È per lui emblematico il poeta Dino Campana, la cui vicenda è ripercorsa nella Notte della cometa (1984), seguita da L’oro del mondo (1987), ambientato nel dopoguerra. L’investigazione letteraria delle radici e dei segni di un passato che illumini l’inquietudine del presente e ricostruisca il carattere nazionale degli italiani approda al Seicento con La chimera, un successo editoriale del 1990 (premio Strega), poi al Settecento di Marco e Mattio (1992), uscito l’anno dopo, quindi all’Ottocento e agli inizi del Novecento con Il Cigno nel 1993. Nel 2010 pubblica Le due chiese e nel 2014 Terre selvagge, ambientato nel Vercellese al tempo degli antichi Romani, che segna il passaggio dall’editore Einaudi a Rizzoli. Vassalli pubblica interventi militanti su quotidiani: dopo la collaborazione con “La Repubblica” e “La Stampa”, è opinionista del “Corriere della Sera”. Muore nel luglio 2015 e nello stesso anno esce postumo da Rizzoli Io, Partenope, seguito da riedizioni e antologie tra cui I racconti del “Mattino”, Il mestiere di Omero, L’affaire Tortora.

Vinicio Capossela vince il premio Brassens 2025

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Nell’edizione 2025 il premio Brassens alla carriera per la poesia in musica sarà assegnato a uno dei cantautori italiani più apprezzati, un artista che si è distinto in diversi ambiti per il talento e la creatività.

Giovedì 6 novembre alle 21 presso il Teatro Civico di Vercelli il cantautore Vinicio Capossela riceverà il premio Brassens 2025, con una presentazione di Paolo Verri, direttore generale della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. Sarà uno dei momenti pubblici della rassegna promossa da Il Ponte e UPO dal 5 al 9 novembre 2025.

Vinicio Capossela nasce ad Hannover nel 1965; cantautore, poeta, scrittore ed entertainer, ha debuttato nel 1990 con il disco “All’una e trentacinque circa”, che gli è valso la Targa Tenco, premio che gli è stato attribuito altre cinque volte negli anni successivi, l’ultimo nel 2023 con l’album “Tredici canzoni urgenti”, premiato come Miglior album in assoluto.

Il suo successo non si ferma all’Italia, infatti i suoi tour arrivano a toccare le principali capitali europee. Accanto alla carriera musicale non mancano alcune incursioni nel mondo del teatro, l’ultima delle quali è stata il 22 ottobre al Teatro olimpico di Vicenza con Nel bosco di latte tratto dall’opera Under Milk Wood del poeta e drammaturgo Dylan Thomas.

La passione per il teatro si riflette anche sulla sua attività concertistica, improntata a rendere l’esibizione un vero e proprio spettacolo. Emblematica in questo senso è la festa organizzata nel 2015 per festeggiare i venticinque anni di musica: un concerto nella stazione di Conza in Alta Irpinia durato sette ore con ospiti speciali, preludio del tour “Qu’Art de Siècle”.

Il percorso creativo di Capossela lo vede partecipe di molti progetti culturali, uno dei quali è il tour “Bestiale Comedìa” organizzato a luglio 2021 in occasione dell’anno dantesco, in cui ripercorre il proprio repertorio traendo ispirazione dal viaggio di Dante.

Nel 2004 pubblica il suo primo romanzo Non si muore tutte le mattine (Feltrinelli) da cui vengono tratti uno spettacolo e le Radiocapitolazioni trasmesse su Rai3. Nel 2009 con l’amico Vincenzo Costanino “Cinaski” pubblica In clandestinità (Feltrinelli) e nel 2013 Tefteri, taccuino dei conti in sospeso (Il Saggiatore). Nel 2015 il suo libro Il paese dei Coppoloni (Feltrinelli) è candidato al Premio Strega e viene premiato dai circoli di lettura dei comitati italiani ed esteri della Società Dante Alighieri. Nel 2021 pubblica Eclissica con Feltrinelli, un romanzo in cui ripercorre gli ultimi quindici anni di vita e lavoro, seguendo il filo rosso dell’eclissi.

Nello 2022 debutta al Festival di Sanremo al fianco di Giovanni Truppi nella serata delle cover.

Il 26 settembre 2023 l’Università degli studi di Napoli L’Orientale gli ha conferito la laurea magistrale honoris causa in “Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea”.

Festa per gli Oscar Mondadori a Novara

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Per i 60 anni della collana di poesia Mondadori la biblioteca Civica Negroni ospita Marco Corsi, tra reading, casi editoriali e ricordi storici.

Giovedì 6 novembre alle ore 18, presso la biblioteca Civica Negroni si terrà l’evento “Gli Oscar della poesia: i 60 anni della collana Mondadori” per celebrare l’anniversario dell’omonima collana. L’incontro prevede un intervento del poeta e editor Mondadori Marco Corsi che ripercorrerà la storia degli Oscar attraverso il racconto di interessanti casi editoriali e un reading di testi.

Marco Corsi nasce in Toscana nel 1985, attualmente vive a Milano dove lavora nell’editoria come editor nella divisione Paperback, Classici e Massmarket di Mondadori. Ha curato alcune rassegne e pubblicato diversi contributi dedicati alla poesia italiana contemporanea. La sua prima silloge, Da un uomo a un altro uomo, nel 2015 è stata inclusa nel Dodicesimo quaderno italiano (Marcos y Marcos) e nello stesso anno ha vinto il Premio Cetonaverde Poesia sezione giovani. Nel 2017 ha inaugurato la collana “Lyra giovani” di Interlinea con Pronomi personali (Premio Maconi e selezione Premio Fogazzaro e Premio Ceppo). A questo primo libro ha fatto seguito La materia dei giorni (2021, Premio Paolo Prestigiacomo – San Mauro Castelverde) edito da Manni. Il suo libro più recente è Nel dopo (Guanda), uscito nel 2025.

Festival internazionale di Poesia Civile