AfroWomenPoetry: una voce poetica
dal Contenente nero

Sabato 4 dicembre ore 15, dal Togo, pagina Facebook del festival @poesiacivile

Reading di Ayava Falak (Togo) presentata da Antonella Sinopoli ideatrice del progetto AfroWomenPoetry

AfroWomenPoetry ha come obiettivo raccontare l’Africa delle donne attraverso la narrazione poetica. Si tratta di un progetto ambizioso per conoscere e far conoscere una rappresentanza da ogni Paese dell’Africa Sub-Sahariana. Racconta Antonella Sinopoli: «Un giorno ci siamo messe in cammino – anche noi donne – e siamo andate a conoscere alcune di queste “narratrici”. Le abbiamo volute filmare nelle loro case o sul luogo di lavoro o di studio. Il loro ambiente ci sembra fondamentale per due ragioni: stimolare un’intimità, comunque difficile da stabilire con qualcuno che non si conosce, e avvicinarsi di
più alla loro vita. Le tematiche affrontate nei loro scritti aprono spaccati di ogni sorta sulle loro esperienze e su quelle di milioni di altre donne africane: La violenza domestica, il desiderio di libertà e autonomia, l’uguaglianza tra i sessi, il rispetto dell’ambiente, le stringenti regole sociali e familiari: sono alcuni dei temi affrontati dalle poetesse che vi proponiamo. L’augurio è di conoscere l’Africa un po’ più da vicino attraverso le parole delle donne e la loro poesia».

La poesia della natura secondo Giancarlo Consonni

Sabato 4 dicembre ore 11 Seminario Arcivescovile, piazza Sant’Eusebio 10, Vercelli

Reading del poeta a partire da Pinoli (Einaudi). Segue aperitivo

Già nelle sue più recenti raccolte si vedeva come la poesia di Consonni tendesse a concentrarsi in forme brevi, immagini sintetizzate in pochi versi incisi nel bianco della pagina, e nel silenzio. Questa tendenza si accentua nel nuovo libro in cui, accanto ad alcune composizioni piú articolate e piú narrative condotte
sul filo della memoria, prevale una poesia molto simile all’haiku: brevi o brevissime descrizioni naturali fatte di una sola frase, a volte senza nemmeno un verbo. Sfilano cosí animali di varie specie, quasi sempre di piccole dimensioni: merli, pettirossi, lucertole, branzini, cefali, farfalle, cicale, libellule… E anche fiori, piante; e venti come il grecale, e nuvole, e aurore e tramonti. Poesie piccole, come i pinoli del titolo, che contengono però tutto il sapore della natura, che riescono a intercettare il «lievitare del canto | che sale dalla terra», trovando la via segreta per mostrare la bellezza nascosta del mondo. Poesia fatta di apparenze che subito diventano astratte, metafisiche, come in certi quadri di Cézanne. L’opera della maturità di un autore che, dimessamente come è sua indole, è ormai entrato a buon diritto nel canone della migliore poesia italiana.

Giancarlo Consonni è nato a Merate (Lecco) nel 1943 e vive a Milano. Professore emerito di Urbanistica al Politecnico di Milano, ha pubblicato le raccolte di poesia Lumbardia (I Dispari), Viridarium (Scheiwiller) e In breve volo (Scheiwiller): le prime due nel milanese rurale di Verderio Inferiore, la terza in italiano. Presso Einaudi ha pubblicato, a partire dal 1997, Vûs, Luì, Filovia e la più recente dal titolo Pinoli.

La “Commedia” di un poeta del Novecento

Venerdì 3 dicembre ore 18,30 Auditorium Perone della Scuola Musicale Vallotti, ingresso da Via Carlo Farini, Vercelli

Reading dal libro di Roberto Cicala Da eterna poesia. Un poeta sulle orme di Dante: Clemente Rebora (II Mulino) con letture di Roberto Sbaratto Musiche di Nicolò Manachino al flauto e Carlot-ta al pianoforte. Presenta Giusi Baldissone

Un poeta che ha fondato il Novecento, Clemente Rebora, tra i «maestri in ombra» di Montale e Pasolini, ha vissuto la sua esistenza come un inferno (durante la Grande Guerra dove subì un trauma e fu soccorso dall’amore di una donna, una pianista russa), poi un purgatorio (alla ricerca di un’identità e di una «scelta tremenda») e infine un paradiso (dopo la conversione e gli ordini religiosi presi in età avanzata, con un calvario fisico e mistico). Tutto è stato vissuto e riletto da Rebora, come nessun altro autore contemporaneo, alla luce della Divina Commedia, sempre al centro della sua produzione, tanto da lasciare un’edizione del poema con postille in matita rossa e blu a indicare grazia e peccato. Roberto Cicala, da sempre indagatore di carte d’autore, offre un saggio avvincente tra biografia e critica con appendice di inediti, tra cui gli appunti delle lezioni su Dante, maestro di etica ed estetica, letteratura e fede: si riscopre così un poeta novecentesco per il quale «da eterna Poesia a noi viene Dante» (dalla quarta di copertina
del volume).

«I poeti morti non scrivono gialli»: incontro con Björn Larsson

Venerdì 3 dicembre ore 12 Aula Magna Liceo Scientifico Avogadro, corso Palestro 29, Vercelli

Lo scrittore svedese dialoga con i giovani a partire dal libro I poeti morti non scrivono gialli (Iperborea) Modera Paoletta Picco

Björn Larsson, nato a Jönköping nel 1953, è docente di letteratura francese all’Università di Lund. Noto filologo, scrittore e traduttore, è oggi uno degli autori svedesi più noti anche in Italia, grazie alla casa editrice Iperborea. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Grinzane Biamonti, il
premio Elsa Morante e il Prix Médicis in Francia. Tra i suoi titoli di maggior successo, La vera storia del pirata Long John Silver (1998), Il Cerchio Celtico (2000), Il porto dei sogni incrociati (2001) e L’ultima avventura del pirata Long John Silver (2013).

Il libro I poeti morti non scrivono gialli è un brillante gioco di sperimentazione letteraria, che indaga sull’essenza della scrittura e sulle forme di vocazione artistica, evidenziando i paradossi di un mondo editoriale frenetico, alla continua ricerca del prossimo best seller. Come avverte il sottotitolo, si tratta di Una specie di giallo, la cui voce è affidata a un “poliziotto-poeta”, l’unico in grado di rivelare la verità che si nasconde dietro le apparenze.

Scrivere con un filo d’erba?
Recital in musica

Giovedì 2 dicembre ore 18,30 Casa della Letteratura, Villa Saroli, viale Franscini 9, Lugano (Svizzera)

Alberto Nessi dialoga con Diego Fasoli Letture con accompagnamento musicale di Zeno Gabaglio

Alberto Nessi nato a Mendrisio nel 1940, è poeta e narratore. Dopo gli studi alla Scuola magistrale di Locarno e all’Università di Friburgo, è stato insegnante in diversi ordini di scuole. Ha esordito come poeta nel 1969, pubblicando diversi libri di poesia, tra i quali una scelta antologica apparsa presso l’editore Casagrande di Bellinzona nel 2010 col titolo Ladro di minuzie. È inoltre autore di tre raccolte di racconti,
l’ultima si intitola Miló, e di tre romanzi; nel 2017 ha pubblicato, per le edizioni Unicopli di Milano,
Svizzera italiana. Quindici passeggiate letterarie. Nel 2016 gli è stato conferito il Gran Premio Svizzero di
Letteratura. Le sue opere più recenti sono Un sabato senza dolore (2016), Rime facili per grandi e piccini (2018) e Perché non scrivo con un filo d’erba, edito da Interlinea (2020), una antologia con autografi e inediti pubblicata in occasione degli 80 anni dell’autore.

Il libro Perché non scrivo con un filo d’erba parte da una spiegazione del grande vecchio della poesia svizzera, Alberto Nessi, scrivendo su dolore, ingiustizie, viaggi, natura e società. Per l’autore di frontiera anche nei momenti di crisi ed emergenza «il bisogno di poesia è insito nell’uomo e il sentimento poetico del mondo se ne sta nascosto da qualche parte, nella sua tana, come l’orbettino che un raggio di sole basta a risvegliare dal letargo». Così il poeta propone anche una riflessione sullo scrivere, che è «vincere il dolore, aprire lo sguardo su un altrove». Il reading inserito nel festival è promosso dalla Casa della Letteratura per la Svizzera Italiana di cui è presidente Fabiano Alborghetti.