Domenica gran finale con il premio Brassens al padre italiano del rap Frankie hi-nrg mc

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DOMENICA 27 OTTOBRE

Ore 21 Teatro Civico, via Monte di Pietà 15, Vercelli

Premio Brassens 2019. “Faccio la mia cosa”: incontro con Frankie hi-nrg mc

Presenta Gian Luigi Carlone. Sarà consegnato il premio Brassens 2019 a Frankie hi-nrg mc, padre italiano del rap come poesia civile in musica

Domenica 27 ottobre alle ore 21 presso il Teatro Civico di Vercelli, in via Monte di Pietà 15, verrà consegnato il Premio Brassen 2019 a Frankie hi-nrg mc (Francesco Di Gesù) con un evento-spettacolo di chiusura del festival, con un intervento di Gian Luigi Carlone. Ingresso libero.

Frankie hi-nrg mc, pseudonimo di Francesco Di Gesù (Torino, 18 luglio 1969), è un rapper e cantautore italiano di origini siciliane, nato a Torino e cresciuto tra Caserta e Città di Castello, è attivo fin dagli albori del movimento hip hop italiano dei primi anni novanta, con il quale ha affrontato prevalentemente tematiche riguardanti la politica e la società.

Esordisce nella scena musicale nel 1992 con la pubblicazione del singolo Fight da faida, brano contro le mafie in generale e la corruzione e che ha portato il rapper ad essere criticato da parte del mondo dei centri sociali, critiche alle quali ha risposto affermando che il ruolo del rapper è di insegnare a tutti e in tutti i luoghi.

Nel 1993 è stata la volta dell’album di debutto Verba manent, primo album rap italiano ad essere stato distribuito da una major; da esso sono stati estratti i singoli Faccio la mia cosa, Libri di sangue e Potere alla parola, oltre a una riedizione remixata di Fight da faida.

Nel 1995 pubblica il singolo Cali di tensione, che assieme a Fili, pubblicato due anni più tardi, ha anticipato il secondo album in studio La morte dei miracoli, pubblicato nel giugno 1997. Il singolo trainante è stato tuttavia Quelli che benpensano, realizzato in collaborazione con il cantautore romano Riccardo Sinigallia e premiato come canzone dell’anno al Premio italiano della musica. Il quarto ed ultimo singolo estratto è Autodafè.

Il 31 ottobre 2003 pubblica il terzo album in studio Ero un autarchico, anticipato dal singolo Chiedi chiedi il 3 ottobre. Altri singoli estratti dall’album sono Rap lamento e Gli accontentabili.

Il 29 febbraio 2008 pubblica il suo quarto album in studio, DePrimoMaggio e partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Rivoluzione, pubblicata come singolo il 1º marzo. Il brano canta dei crack finanziari italiani e della degenerazione politica e sociale dell’Italia e contiene un campionamento del brano Introduzione di Fabrizio De André, tratto dall’album Storia di un impiegato. La canzone si avvale della collaborazione dei cantautori Roy Paci e Enrico Ruggeri.

Nello stesso anno collabora all’album Herculaneum di Pandaj nella title track, recitando in latino il testo di Plinio il Giovane che racconta della storica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Nell’estate partecipa all'”Isola in collina”, concerto che si tiene ogni anno a Ricaldone, paese natale di Luigi Tenco. Nello stesso anno, durante il Premio Tenco, si è esibito con il rapper pugliese Caparezza con una versione di Quelli che benpensano estesa con alcune parti della canzone Fuori dal tunnel.

Nel 2011 partecipa al brano Numeri in collaborazione con Nathalie e Raf. Sempre nel 2011 partecipa al brano di Fiorella Mannoia Non è un film, al quale Amnesty International conferisce il Premio Amnesty Italia.

AfroWomenPoetry: una nuova proposta del festival con le voci poetiche dall’Africa subsahariana

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SABATO 26 OTTOBRE

Ore 18,30 Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli

AfroWomenPoetry: voci dal Continente Nero

Reading di voci africane in video presentate da Antonella Sinopoli.

Risotto finale in onore dei poeti

Sabato 26 ottobre si svolgerà al Museo Leone un reading di voci africane in video presentate da Antonella Sinopoli, fondatrice del progetto AfroWomenPoetry, un progetto socio-culturale che mira ad aprire una finestra sulla produzione poetica femminile dei Paesi dell’Africa Sub-Sahariana per dare alle donne l’opportunità di esprimere – attraverso i versi – le proprie storie, i propri drammi, le proprie speranze. Il progetto ha come obbiettivo la conoscenza a un pubblico sempre più vasto dell’assai ricco panorama artistico – in questo caso la poesia e lo slam– dei Paesi africani, superando ignoranze, stereotipi e pregiudizi sull’Africa e sugli africani.

Il progetto Voci Globali, che con la sua omonima Associazione di Promozione Sociale è editore del progetto, pubblica su temi riguardanti i diritti umani, migrazioni, questioni sociali, con uno sguardo particolare rivolto al continente africano.

I mezzi di diffusione della poetica femminile africana attraverso il progetto AfroWomenPoetry sono la piattaforma multilingue – in inglese, francese e italiano; la pagina YouTube; incontri, conferenze, spettacoli, workshop (abbiamo partecipato ad una trasmissione radiofonica a Radio CitiFM ad Accra e alla radio di Stato togolese, Radio Lomè). Alcune testate, riviste specializzate e agenzie di stampa hanno scritto del progetto. Inoltre, abbiamo avuto occasione di presentarlo in diversi eventi: nella sede del Comune di Padova, al Dipartimento di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Bologna in collaborazione con il progetto europeo Grace (Gender and Cultures of Equality) e, sempre a Bologna, in collaborazione con la biblioteca Amilcar Cabral e il Centro delle Donne. L’incontro con le poete prevede un momento di conoscenza reciproca, la presentazione di sé stesse in video e la registrazione- interpretazione in video di alcune loro poesie. I testi originali – raccolti e pubblicati sul sito insieme ai video e agli audio – vengono poi tradotti in italiano da traduttrici professioniste.

Il progetto AfroWomenPoetry è partito dal Ghana, la tappa successiva è stato il Togo e poi la Costa d’Avorio. Al momento hanno incontrato e registrato undici poete ghanesi per un totale di 34 poesie, nove poete e slameuse togolesi per un totale di 28 poesie e 10 poete e slameuse ivoriane per un totale di 32 poesie.

Antonella Sinopoli, giornalista, blogger, videomaker, è cofondatrice e direttrice responsabile di Voci Globali. Scrive soprattutto di Africa, diritti umani, questioni sociali, giornalismo e comunicazione. Da tempo tiene corsi, workshop e seminari sui pregiudizi che riguardano il continente africano, sull’informazione sull’Africa e dall’Africa e sui modelli comunicativi dei media occidentali. Segue progetti di sviluppo nei villaggi del Ghana per la Charity Ashanti Development per la quale cura anche la comunicazione. È stata per anni redattore dell’Adnkronos. Ha scritto – tra gli altri – per Peacereporter, L’Indro, Futuro Quotidiano e La Voce di New York. Vive tra l’Italia e il Ghana. Scrive anche per Africa Rivista.

“Lyra giovani”: le nuove voci poetiche italiane selezionate da Franco Buffoni e premiate dal festival

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SABATO 26 OTTOBRE

Ore 17 Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli

Premio Lyra giovani. Reading di nuove voci della poesia italiana

selezionate da Franco Buffoni

Con interventi e letture dalla collana “Lyra giovani” (Interlinea) con la presenza, tra gli altri,

di Maria Borio, Marco Corsi, Tommaso Di Dio, Stefano Pini, Samir Galal Mohammed.

Presenta Franco Buffoni. Presiede e premia Luigi Di Meglio.

Sabato 26 ottobre alle 17 il Museo Leone di Vercelli, in via Verdi 30, ospita un evento dedicato alla poesia giovane con la consegna del Premio Lyra giovani e reading delle nuove voci della poesia italiana selezionate da Franco Buffoni, direttore della collana Lyra giovani di Interlinea, che presenta l’incontro; presiede Luigi Di Meglio. Tra gli autori presenti segnaliamo di Maria Borio, Marco Corsi, Tommaso Di Dio, Stefano Pini, Samir Galal Mohammed.

Maria Borio, nata nel 1985, si è laureata in Lettere ed è dottore di ricerca in letteratura italiana. Ha pubblicato le raccolte Vite unite (XII Quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, Milano 2015) e L’altro limite (Pordenonelegge-Lieticolle, Pordenone-Faloppio 2017). Ha scritto le monografie Satura. Da Montale alla lirica contemporanea (Serra, Pisa 2013) e Poetiche e individui. La poesia italiana dal 1970 al 2000 (Marsilio, Venezia 2018). Cura la sezione poesia di “Nuovi Argomenti”. Trasparenza, nella collana “Lyra giovani” diretta da Franco Buffoni, è il suo primo vero libro di poesia.

Marco Corsi (1985) vive e lavora a Milano. Sue poesie sono apparse su: “Poeti e Poesia”, “Nuovi Argomenti”, “Atelier”, “Quadernario. Almanacco di poesia” e in diversi blog letterari come “Le parole e le cose” e “Poetarum Silva”. La sua ultima silloge, Da un uomo a un altro uomo, è stata pubblicata in Poesia contemporanea. Dodicesimo quaderno italiano (Marcos y Marcos, Milano 2015), a cura di Franco Buffoni, con una nota di Niccolò Scaffai. Nel 2015 ha vinto il primo premio Cetonaverde poesia – sezione giovani.

Tommaso Di Dio (1982), vive e lavora a Milano. É autore di Favole, Transeuropa, 2009, con la prefazione di Mario Benedetti. Ha tradotto una silloge del poeta canadese Serge Patrice Thibodeau, apparsa nell’Almanacco dello Specchio, Mondadori, 2009. Nel 2012 una scelta di suoi testi è stata pubblicata in La generazione entrante, Ladolfi Editore. Dal 2005 collabora all’ideazione e alla creazione di eventi culturali con l’associazione Esiba Arte, per la cui compagnia teatrale scrive testi. Nella sua città e in altre, partecipa agli incontri di poesia Fuochi sull’acqua.

Stefano Pini è nato nel 1983 a Treviglio, in provincia di Bergamo e verso Milano, dove vive. Ha pubblicato la silloge Sentimentale Jugend in Poesia contemporanea. Tredicesimo quaderno italiano (Marcos y Marcos, Milano 2017) e la raccolta in versi Anatomia della fame (La Vita Felice, Milano 2012). Dal 2007 al 2017 è stato condirettore di Trevigliopoesia – Festival di poesia e videopoesia.

Samir Galal Mohamed (Sassocorvaro, 1989) è un poeta italiano di origini egiziane. La sua silloge Fino a che sangue non separi compare in Poesia contemporanea. XII Quaderno Italiano (Marcos y Marcos, 2015). Suoi testi appaiono regolarmente in riviste cartacee e online. Vive a Milano, dove insegna filosofia e storia nelle scuole superiori. Questo inedito confluirà nel suo primo libro di poesia, in corso di pubblicazione per Interlinea, nella collana “Lyra giovani” a cura di Franco Buffoni.

Omaggio in libreria ad Alda Merini nel decimo anniversario con i ricordi personali di un amico e lettura di poesie

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SABATO 26 OTTOBRE

Ore 12,15 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Omaggio ad Alda Merini

Letture e ricordi nel decimo anniversario della morte, con Ambrogio Borsani, curatore di Il suono dell’ombra (Mondadori)

Con letture di Anna Jacassi e Mario Sgotto dall’antologia e da Confusione di stelle (Einaudi). Segue aperitivo poetico

Sabato 26 ottobre alle ore 12,15 la libreria Mondadori di Vercelli, in via Cavour 4, dedica un appuntamento alla memoria della poetessa Alda Merini nel decimo anniversario della morte, con ricordi e letture di Anna Jacassi e Mario Sgotto dall’antologia Il suono dell’ombra, edito da Mondadori e da Confusione di stelle, edito da Einaudi, con la partecipazione del curatore dell’antologia Ambrogio Borsani. Seguirà un aperitivo poetico.

Dalla quarta di copertina di Il suono dell’ombra. Poesie e prose 1953-2009, di Alda Merini, a cura di Ambrogio Borsani, Mondadori, 2018

Poetessa amatissima, personaggio trasgressivo e commovente che ha saputo parlare direttamente al cuore del popolo, Alda Merini ha rappresentato un caso del tutto particolare nella storia letteraria del Novecento italiano. In questa ricca antologia, che ne raccoglie tutti gli scritti importanti in poesia e in prosa, sono riproposte per intero le raccolte poetiche degli inizi: La presenza di Orfeo (1953), Nozze romane (1955), Paura di Dio (1955), Tu sei Pietro (1962), nelle quali si intrecciano temi mistici e slanci erotici, interrogativi estremi senza risposta. Il volume comprende poi notissimi e più recenti titoli come Vuoto d’amore (1991), Ballate non pagate (1995), Superba è la notte (2000) e Il carnevale della croce (2009). In questi versi l’autrice conferma la potenza della sua lirica, estranea a qualunque “linea” o “corrente”, nella quale si mescolano passione e tenerezza, ironia e sarcasmo, gioco e disperazione, nel segno di un’urgenza assoluta di fare poesia. Le prose autobiografiche L’altra verità (1986) e Lettere al dottor G. (2008), infine, testimoniano la straziante discesa negli inferi del manicomio.

Dalla quarta di copertina di Confusione di stelle, di Alda Merini, a cura di Ornella Spagnulo, Einaudi, 2019

Gli anni ottanta, dopo il ricovero manicomiale, sono stati il periodo d’oro per la poesia di Alda Merini, basti pensare a due raccolte-capolavoro come La Terra Santa, pubblicata da Scheiwiller nel 1984, e Testamento, pubblicata da Crocetti nel 1988 a cura di Raboni. E proprio al quadriennio 1982-85 risale la settantina di poesie ritrovate nella corrispondenza di Oreste Macrí da Riccardo Redivo e Ornella Spagnulo, insieme a molte lettere della poetessa che si rivolgeva all’amico critico sia per questioni letterarie sia per questioni legate alla sua complicata vita familiare. E infatti una parte di queste poesie trattano in versi gli stessi argomenti delle lettere: in particolare il rapporto con il secondo marito, il poeta e medico Michele Pierri. Le poesie sono dunque del miglior livello nella vasta produzione della poetessa e non risentono di quel certo automatismo del periodo piú tardo. Ad accompagnarle nel volume anche quattro racconti e quattro originalissime auto-interviste.

Il mondo in una stanza: in un docufilm d’autore la memoria di Piera Oppezzo e della sua poesia controcorrente

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SABATO 26 OTTOBRE

Ore 11 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Il mondo in una stanza. Ricordo di una poetessa appartata

Proiezione del docufilm su Piera Oppezzo di Luciano Martinengo con dibattito.

Con Maria Pia Quintavalla

Sabato 26 ottobre alle 11 la Libreria Mondadori di Vercelli, in via Cavour 4 ospita la proiezione del docufilm Il mondo in una stanza: Piera Oppezzo poeta di Luciano Martinengo a cui seguirà un dibattito, con la presenza di Maria Pia Quintavalla. Piera Oppezzo, riconosciuta come una delle voci più innovative (e difficili) della poesia italiana contemporanea, era anche una persona chiusa in un suo mistero, inscalfibile e difficilmente conoscibile, come avvolta in una bolla di affascinante lontananza. Ha fatto la sarta (da ragazzina), la commessa, la dattilografa, la collaboratrice editoriale. Militante extraparlamentare negli anni sessanta, ha poi partecipato a un gruppo di autocoscienza femminista. A metà degli anni settanta ha organizzato con altre donne il collettivo “Pentole e fornelli” girando l’Italia con uno spettacolo di canzoni e testi vari. Pur avendo partecipato ai grandi sommovimenti politici di fine anni Sessanta, non ha mai cessato di dedicarsi alla scrittura che rappresentava da sempre la sua ragione di vita. Cercando di scoprire elementi chiarificatori della sua esistenza e la fonte del suo stile pietroso e implacabilmente coerente, il documentario va alla ricerca di chi l’ha conosciuta, o, per meglio dire, avvicinata nel corso degli anni.

Piera Oppezzo, nata a Torino il 2 agosto 1934, è vissuta a Milano dal 1966. Ha fatto la sarta (da ragazzina), la commessa, la dattilografa, la collaboratrice editoriale (Einaudi, Rai, Feltrinelli, Guanda, SE). Militante extraparlamentare negli anni sessanta, ha poi partecipato a un gruppo di autocoscienza femminista. A metà degli anni settanta ha organizzato con altre donne il collettivo “Pentole e fornelli” girando l’Italia con uno spettacolo di canzoni e testi vari. Dopo alcune coabitazioni, è andata a vivere da sola in un appartamento della storica casa occupata di via Morigi 8 e, negli ultimi due anni, in una casa “protetta” del Comune in corso Lodi. È morta in solitudine il 19 dicembre 2009 nell’Eremo di Miazzina, sul lago Maggiore.

Dalla quarta di copertina di Una lucida disperazione di Piera Oppezzo, 2016

«Il poetico è un equivoco che detta sentimenti equivoci» affermava Piera Oppezzo in una rara intervista degli anni settanta. Voce solitaria della poesia italiana contemporanea, si è identificata caparbiamente con una vocazione alla ricerca estrema che era già implicita in quelle parole. La sua poesia è un’esperienza impervia, un capogiro intellettuale, piacere raffinato per pochi. Una parabola di mezzo secolo, da percorrere e ripercorrere, meravigliando nella scoperta di un incessante rovello. Ma è proprio vero che nella vita «o si vive o si scrive»?

Maria Pia Quintavalla, nata a Parma, vive a Milano. Tra i suoi libri ricordiamo: Lettere giovani (Campanotto, 1990), Le Moradas (Edizioni Empiria Ass. Cult., 1996), Estranea (con una introduzione di A.Zanzotto, Manni, 2000), Corpus solum (Archivi del ‘900, 2002), Album feriale (Archinto Editore, 2005), Selected Poems (Gradiva 2008), China (Effige 2010), I Compianti (Effigie 2013 poi 2015). Cura dal 1985 la rassegna e relative antologie, Donne in poesia e le nuove rubriche Scrivere al buio (alla Casa della poesia di Milano ), Le Silenziose (al festival Book City di Milano), Muse, Autori Resurrezioni (Expoincittà). È tradotta in varie lingue ed inclusa in una moltitudine di antologie. Collabora con Laboratori di scrittura a Lettere presso l’ Università degli studi di Milano e all’Università di  Parma.