Dante. Così lontano, così vicino

Giovedì 2 dicembre ore 18 Biblioteca Civica Negroni corso Cavallotti 6, Novara

Presentazione del libro di Bianca Garavelli (Giunti) con visita guidata alla mostra bibliografica Dante a Novara

Bianca Garavelli nasce a Vigevano. È narratrice e dantista. È stata allieva di Maria Corti all’Università di Pavia, dal cui insegnamento ha ereditato l’interesse intrecciato per la scrittura critica, con uno sguardo privilegiato su Dante, di cui divulga l’opera attraverso conferenze, lezioni-spettacolo, saggi e manuali di
interpretazione. Dal 1989 collabora al quotidiano “Avvenire”, occupandosi di italianistica, poesia e narrativa italiana e straniera. È dottore di ricerca presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nonché membro associato di ricerca del Centro Internazionale di Studi Sirio Giannini di Seravezza (Lucca). Parallelamente è nota anche come autrice di romanzi e libri di racconti con atmosfere di tensione, gotiche e noir.

Il libro Dante. Così lontano, così vicino è un salto di settecento anni all’interno della Commedia, in cui l’autrice guida i lettori alla scoperta dell’attualità nascosta dal poeta nei suoi cento canti, affrontando temi odierni e discussi, tra orrore, amicizia, femminilità, rispetto della natura e studio del cosmo, in una chiave nuova e contemporanea.

La riscoperta di un poeta appartato: Werner Lutz

Giovedì 2 dicembre Lucia Amelia Salvato presenta Werner Lutz a partire dalla prima raccolta italiana Museo del silenzio. Stillemuseum edita con interventi di Davide Rondoni e Karl Pestalozzi

Werner Lutz nasce il 25 ottobre 1930 a Wolfhalden, Appenzello AR (Svizzera). Ultimo di cinque figli di una famiglia di piccoli agricoltori e tessitori di seta, è costretto a lavorare molto presto nell’azienda di famiglia. Dopo la scuola dell’obbligo frequenta le lezioni di arti grafiche della Kunstgewerbeschule di San Gallo e successivamente esercita l’attività di grafico come libero professionista. Si trasferisce a Basilea e lavora in un atelier sulle rive del Reno fino alla fine dei suoi giorni, iniziando a scrivere poesie, presto pubblicate in antologie. Il primo volume di poesie Ich brauche dieses Leben viene pubblicato da Suhrkamp nel 1979. Negli anni settanta inizia a dipingere e disegnare, fondendo in modo ideale i suoi due talenti in un’attività
che pratica fino alla morte, avvenuta il 17 luglio 2016. Ha ottenuto diversi premi, tra i quali lo Schiller Preis e il Preis der Schweizer Schillerstiftung (1992), il Basler Literaturpreis e la Auszeichnung der Kulturstiftung des Kantons Appenzell AR (1996); la Auszeichnung für das Lebenswerk (2004) dalla Kulturstiftung der UBS, e infine il Basler Lyrikpreis (2010).

Il libro

Il libro Museo del silenzio riassume i numerosi inviti velatamente rivolti da Werner Lutz (1930-2016) al lettore disposto a lasciarsi segretamente coinvolgere dalla sua lirica in prosa, per farsi «sub e palombaro» (Taucher) di se stesso, alla ricerca dell’umano. Lutz è, però, il primo a dare credito all’apparire della vita quotidiana, colma di segreti a disposizione del suo sguardo «violentemente acuto e senza pretese» (Rondoni), di cui la sua poesia va spontaneamente ma febbrilmente in ricerca. Poeta e pittore, amante della vita così come essa è, sedotto dall’incanto della natura e per questo abile nel dipingerla a parole, Lutz si è lasciato stupire dal continuo avvenimento dell’esistenza, desideroso di immergersi, per sentirla, toccarla e ridarla al lettore senza inibizioni. L’antologia propone alcune delle più belle poesie del poeta svizzero-tedesco, per la prima volta tradotte in italiano; pur osando essere una nuova versione poetica, la traduzione resta fedele all’originale riproponendo l’assenza di interpunzione: un segreto invito a prestare attenzione alle singolari scelte lessicali e sintattiche, che impongono al lettore e al traduttore di non sorvolare sulle peculiari licenze poetiche.

Perché poesie sull’ambiente e sui giovani?

Giovedì 2 dicembre ore 11 Aula Magna Liceo Classico Lagrangia, corso Italia 48, Vercelli

Incontro con l’autore Maurizio Cucchi

Il libro Nel vasto territorio tossico. Poesie civili è una raccolta di poesie, edita da Interlinea, nella collana “Lyra”. Comprende testi composti negli anni dal poeta, alcuni usciti sul settimanale “Origami” come plaquette per il premio alla carriera del Festival di poesia civile. Tutti i componimenti sono legati insieme dal filo della riflessione personale sul tempo presente e il suo mutare senza tregua, creando atmosfere ricche di immagini, suoni e colori che spingono a viaggiare in luoghi remoti e tempi passati, ma mai dimenticati, in un dialogo continuo tra luminosa fantasia e tragica realtà, con una vena civile molto presente.

C’è chi si aggira con lo sguardo al suolo
e dunque a capo chino e chi invece
osserva diversamente il mondo
in cui si trova immerso e scruta, perlustra
lassù i disegni fantastici e insondabili
di minute particelle e cristalli in forme
galleggianti perché a sua volta attratto
da correnti ascensionali di cui si vorrebbe
parte coinvolta in un più ampio
e virtualissimo spazio, sentendosi fratello
sempre in divenire di chi viaggia
al tempo stesso inquieto e sereno
tra parola di poesia e sogno musicale.


Maurizio Cucchi

Il regalo di Natale: la magia delle parole e della musica

Giovedì 2 dicembre ore 11 Aula Magna Istituto Comprensivo Rosa Stampa, via D. Cappellina 4, Vercelli

Incontro con l’autore Ferdinando Albertazzi e laboratorio con Gabriella Perugini

Ferdinando Albertazzi è scrittore, saggista, giornalista ed è firma di riferimento per bambini e ragazzi. Nasce a Bologna, ma vive a Torino. Tra i titoli: Inventafiabe (1979), Un cucciolo per Camilla (2007), Bugiardo (2008), Il Teatro delle Ore (2009), Un amore per Camilla (2011). Ai piccoli dedica la serie di Camilla (Piemme), tradotta in diversi Paesi tra cui Cina e Indonesia. Con Le rane di Interlinea ha pubblicato Tommaso è andato via (2002) e La palla al balzo (2004). Sono per ragazzi e giovani adulti i noir come Scomparso (Mondadori Electa), vincitore del premio Biblioteche di Roma 2017. Per “Tuttolibri” (“La Stampa”) cura fin dalla fondazione una rubrica di letture per piccoli e adolescenti. Collabora inoltre con le riviste specializzate “Il Pepeverde” e “Mondoerre”.

Il libro di Ferdinando Albertazzi Il regalo di Natale con illustrazioni di Angelo Ruta, al centro dell’incontro del festival, è diretto a piccoli e curiosi lettori, raccontando l’originale racconto dello “storico” incontro tra i due protagonisti più noti del Natale. Si tratta di Babbo Natale e la Befana, più simili tra loro di quanto si pensa.

Editoria e poesia civile: incontro con il poeta Maurizio Cucchi

Mercoledì 1 dicembre ore 17 Università Cattolica, largo Gemelli 1, Milano

Reading di Maurizio Cucchi. L’autore a colloquio con Paolo Senna con un saluto di Giorgio Simonelli

Reading del poeta premiato Maurizio Cucchi con intermezzi musicali di Ilaria Schettini al pianoforte, saluti del presidente dell’associazione culturale Il Ponte Luigi Di Meglio e delle autorità, presentazione e distribuzione della plaquette del festival Nel vasto territorio tossico. Poesie civili (Interlinea).
Segue rinfresco

Maurizio Cucchi è nato a Milano, dove vive, il 20 settembre 1945. Esordisce come poeta negli anni settanta con Il disperso (1976) edito da Mondadori. È stato curatore di Poeti dell’Ottocento, antologia pubblicata nel 1978, del Dizionario della poesia italiana (1983 e 1990), e, con Stefano Giovanardi, di Poeti italiani del secondo Novecento (1996). Tra il 1989 e il 1991 dirige la rivista “Poesia”. È autore di versi per teatro come Jeanne d’Arc e il suo doppio (2008) e raccolte tra cui Vite pulviscolari (2009), Malaspina (2013) e Poesie 1963-2015 (Oscar Mondadori, 2016). Nel 2005 pubblica il suo primo romanzo Il male è nelle cose, a cui seguono, tra l’altro, La maschera ritratto (2011) e L’indifferenza dell’assassino (2012), quindi La vita docile (Mondadori). Collabora con diversi quotidiani e tiene la rubrica “Bottega della poesia” su “Repubblica”.

Il libro «Creatura assai robotica» appare l’umanità di oggi a un intellettuale come Maurizio Cucchi che s’interroga sulla società liquida e inquinata, tra la superficialità dei social e la profondità delle campagne contro i cambiamenti climatici alla Greta Thunberg, nell’idea che i giovani non sono un corpo indistinto «ridotto al gregge e allo sballo». Anzi da loro può venire la capacità di una svolta «nel vasto territorio tossico / che sarà nostro lascito e dono».