Evento dedicato ad Alda Merini

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SABATO 9 NOVEMBRE 2024
ORE 12. Biblioteca Civica, via Galileo Ferraris 95
Dedicato ad Alda Merini
Ricordo e reading di testi inediti
Con Ambrogio Borsani dall’Inedito Di parlarti non ho il coraggio (Interlinea)
Letture di Elisa Alaimo

Alda Merini è nata a Milano nel 1931. Ha avuto riconoscimenti importanti alle sue prime raccolte, La presenza di Orfeo (1953), Nozze romane (1955), Paura di Dio (1955), Tu sei Pietro (1961). Sono seguiti vent’anni di silenzio per la drammatica esperienza dell’ospedale psichiatrico. Il suo capolavoro, La Terra Santa, uscì nel 1983 accolto da una sostanziale indifferenza. Nel 1986 raccontò l’esperienza del manicomio in L’altra verità. Diario di una diversa. Grazie a Giovanni Raboni riemerse all’attenzione del pubblico con Delirio amoroso, prose liriche del 1989. Nel 1993 vinse il premio Librex-Montale. Con Ballate non pagate (1995) vinse il premio Viareggio. La prima antologia, Fiore di poesia, curata da Maria Corti, uscì per Einaudi nel 1998 creando un caso editoriale. Iniziò una vasta produzione di plaquette e libri sparsi tra decine di editori. Nell’ultimo periodo scrisse diversi libri segnati da una vena di misticismo, come Francesco. Canto di una creatura (2007), e tra le ultime raccolte per Einaudi troviamo Superba è la notte (2000). Si spense all’Ospedale San Paolo di Milano il primo novembre del 2009. Il suono dell’ombra (2018) è la più ampia raccolta della sua produzione in prosa e poesia negli “Oscar” Mondadori.

Dalla quarta di copertina da Di parlarti non ho il coraggio: «Io di parlarti non ho coraggio, / né nominarti come solo amore»: un inedito sorprendente che la poetessa dei Navigli ha composto su una macchina per scrivere dai tasti e nastro rovinati per ricordare l’amico Roberto Volponi, il figlio dello scrittore Paolo morto giovane in un incidente aereo. Sono testi che parlano di amore e morte, amicizia e dolore, con le illuminazioni di Alda Merini tanto amate dai suoi lettori. Come ricorda Ambrogio Borsani, amico di entrambi, frequentati al bar milanese Chimera con Tondelli, Busi, Consolo, Raboni e molti altri, è la testimonianza di una stagione unica da cui sono nate queste poesie che meritano di trovare «un posto nella vasta e variegata geografia poetica della Merini: la storia di un’amicizia insolita vissuta in un luogo rifugio di poeti e sognatori». Scrive lei: «Eri sì puro come una medaglia, / ed io medaglia che mi sono sfatta / brillo appena di luce sul tuo cuore».

Premio interateneo di traduzione di poesia civile inedita in Italia

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VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2024
ORE 20,45. Cripta di S. Andrea, via G. Ferraris 116, Vercelli
Premio interateneo di traduzione di poesia civile inedita in Italia
Proclamazione delle vincitrici e dei vincitori
Lectio di Franco Nasi: Tradurre la poesia fra creatività e cattiveria
Modera Andrea Baldissera
Presenta Barbara Gallo

Franco Nasi, saggista e traduttore, insegna Teorie della traduzione e Letteratura anglo-americana all’Università di Modena e Reggio Emilia. Fra le sue pubblicazioni Poetiche in transito (Medusa, 2004), La malinconia del traduttore (Medusa, 2008), Specchi comunicanti (Medusa, 2010), L’artefice aggiunto. Riflessioni sulla traduzione in Italia 1900-1975 (con Angela Albanese, Longo, 2015), Traduzioni estreme (Quodlibet, 2015) e Tradurre l’errore (Quodlibet, 2021). Ha tradotto diversi poeti inglesi e americani, fra cui Billy Collins e Roger McGough.

A Vercelli si svolge il “Festival Internazionale di Poesia Civile Città di Vercelli”, organizzato dall’Associazione Culturale “Il Ponte”. È l’unico festival italiano che riunisce le voci più significative di un tema importante della poesia contemporanea; è stato ammesso alla UNESCO’s World Poetry Directory e con il tempo ha acquisito un riconosciuto prestigio internazionale. Il Festival ha premiato per la carriera i massimi poeti del settore e ha attirato ospiti di fama internazionale per conferenze e reading.
UPO ha patrocinato il Festival fin dalla sua istituzione e il Dipartimento di Studi Umanistici, in tale ambito, ha collaborato all’organizzazione del “Premio di Traduzione di Poesia Civile inedita in Italia” dal 2011, attraverso i corsi di studio di Lingue Straniere Moderne e di Lingue Culture Turismo, mantenendolo riservato ai propri studenti. Il “Premio di Traduzione” ha sempre costituito parte integrante del Festival stesso.
Dal 2022 UPO ha siglato con “Il Ponte” un accordo di collaborazione che mira a creare una più intensa rete per il miglioramento del Premio e, in prospettiva futura, dell’intero Festival. Il Premio è stato ampliato a una dimensione interuniversitaria, coinvolgendo nell’organizzazione altre università italiane e straniere (L’Aquila, Bari, Milano, Modena-Reggio Emilia, Pavia, Roma La Sapienza, Savoie-Mont Blanc, Università per Stranieri di Siena, Torino, Verona e Venezia Ca’ Foscari).

PREMIO MARAZZA alla carriera per la traduzione assegnato a Patrizia Valduga

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VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2024
ORE 18. Fondazione Biblioteca Marazza, Viale Marazza, 5, Borgomanero
PREMIO MARAZZA alla carriera per la traduzione assegnato a Patrizia Valduga
Con reading a cura del Gruppo di lettura Achille Marazza e intervento musicale di Alberto Musetti al violoncello
Presenta Giovanni Cerutti

Patrizia Valduga (Castelfranco Veneto, 1953) ha scritto versi (da Medicamenta del 1982 a Belluno del 2019, per Einaudi) e ha tradotto (da John Donne a Shakespeare, da Carlo Porta a Ezra Pound). Ha fondato nel 1988 il mensile “Poesia”, che ha diretto per un anno. Ha curato, tra l’altro, Breviario proustiano. Massime e sentenze della Recherche per Einaudi (2011) e Nell’ora della ceneredi Giovanni Raboni per la Fondazione Corriere della Sera (2012). In prosa ha pubblicato Italiani, imparate l’italiano! (Edizioni d’If, 2016) e Per sguardi e per parole (Il Mulino, 2018).

Scrive sulla sua produzione Luigi Balducci: «La Valduga […] ha fatto sua la crisi di linguaggio della poesia moderna. Non è un poeta in crisi, ma un poeta che parla con la crisi, servendosene. E nessuno ha colto, come lei, la situazione di impossibilità che ha lasciato dietro di lei il discorso di Montale: non perché fosse impossibile dire meglio, dire di più, ma perché è ormai impossibile dire qualcosa con quelle parole. In questa camera carceraria […] sono ammessi ancora dei giochi; ma il più importante non è quello erotico: è quello di chi si diverte a ritagliare il linguaggio degli altri, a lavorare di forbicine e colla. […] non so trovare o vedere, oggi, un linguaggio poetico che sia più linguaggio di questo.»

Do re m’illumino d’immenso

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VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2024
ORE 18. Auditorium Scuola Vallotti, Via C. Farini 5, Vercelli
Do re m’illumino d’immenso
Recital del progetto a cura delle scuole vercellesi primarie e secondarie di primo grado
con i docenti della Scuola Vallotti e Alessandro Barbaglia
Presentazione di Renato Bianco

Il progetto DO RE M’ILLUMINO D’IMMENSO prevede il coinvolgimento di alcuni istituti comprensivi nel comune di Vercelli per realizzare in classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado laboratori di espressività poetica e musicale a cura di poeti e docenti di musica, collaboratori del Festival internazionale di Poesia Civile – città di Vercelli. L’obiettivo è quello di aiutare i più giovani ad esprimersi attraverso musica, parole e poesia, lavorando sulle capacità espressive e di scrittura degli studenti e in particolare sulla capacità di raccontare emozioni tirando fuori l’interiorità, dando valore allo stare insieme in un momento in cui la didattica a distanza e la riduzione dei momenti di socialità hanno limitato molto le occasioni per incontrarsi e mettersi in gioco in modo creativo.

“Animali bruttissimi” … il bello della natura!

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VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2024
ORE 12. Aula magna IC G. Ferraris Piazza della vittoria 3, Vercelli
“Animali bruttissimi” … il bello della natura!
Incontro-laboratorio con Enrico Macchiavello a partire dal libro di Anna Vivarelli

Anna Vivarelli è nata a Torino. È laureata in Filosofia e ha esordito giovanissima nella scrittura con testi per il teatro e per la radio. Scrive libri per bambini e ragazzi dalla metà degli anni Novanta. Ha pubblicato per i maggiori editori e ha vinto molti premi. Con Interlinea ha pubblicato Piccole storie matte, Caro Babbo Natale, I gamberetti dispettosi e insieme a Guido Quarzo Storie da mangiare, La frittata, Uomo nero, verde, blu e Mangia, Matilde!. Nel 2010 ha ricevuto il premio Andersen come miglior autore, e nel 2023 il Premio Rodari alla carriera. Il suo sito è http://www.annavivarelli.it. 

Dalla quarta di copertina di Animali Bruttissimi: «La natura è solo bellezza? No! Secondo il nonno «c’è un sacco di roba orrenda a questo mondo. Muffe, mucillagini, piante carnivore con tanto di denti. E animali bruttissimi». Così, sera dopo sera, il nonno racconta divertenti storie sugli animali più schifosi: mollicci, spelacchiati, ruvidi, pelosi. E tutti veri. Perché, in natura, sapersi adattare all’ambiente è più importante che essere carini.»

Festival internazionale di Poesia Civile